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Busto Arsizio | 18 febbraio 2021, 19:43

Il mondo di Bianca: le regole spaventano gli adulti, non i bambini

A Busto la bimba, otto anni, offre un disegno strepitoso al sindaco. Un decalogo che è un lampo colorato di serietà

Il mondo di Bianca: le regole spaventano gli adulti, non i bambini

Il mondo di Bianca compare così: come un lampo colorato di serietà in un anomalo Giovedì grasso. Dove non si può sfilare con i carri, ma la creatività dei bambini vince su tutto, come dimostrano le opere premiate nel corso promosso dall'assessorato Identità e Cultura con il Tavolo Identità. (LEGGI QUI)  

Poi questa bimba di otto anni, vuole capirne di più del Comune, ha il sindaco Antonelli come guida: le dedicherà poi un post.

Bianca offre anche un disegno, le dieci regole di Busto Arsizio. Un decalogo che si nutre di piccoli e umani gesti. Riciclare la spazzatura (tutta, precisa) e non buttarla a terra. Non rovinare i beni pubblici, anche qui fa una pennellata e specifica: panchine. Raccogliere il bisognino del cane: per delicatezza, tratteggia il termine esatto, non lo scrive per intero. Usare meno la propria macchina, così meno si inquinerà, anzi - raccomanda - comprate veicoli  elettrici. Non tagliare gli alberi e non abbandonare gli animali, invitando a rispettare tutte le creature.

Ce ne sono due ancora più speciali, di regole, per come sono formulate. Una è: attraversare sulle strisce pedonali. Bianca è una bambina, mica guida: annota ciò che dovrebbero fare tutti, bimbi compresi. 

E poi la decima regola, dolcissima e di elevata civiltà: aiutare gli anziani. 

Il mondo di Bianca è stupendo, perché non dice solo agli altri cosa fare. Si impegna con la serietà di un bambino a scoprire cosa rende la vita migliore a tutti e non si tira indietro. 

Ma la parola più stupefacente di questo decalogo è, in fondo, "regole". Noi adulti siamo spesso insofferenti, di questi tempi dopo tante restrizioni più che mai. 

I bambini non hanno paura di usare questa parola: hanno dimostrato ripetutamente di essere più attenti dei grandi, anche di fronte ad esempio alle mascherine. Quanti giochi nei cortili delle scuole, con naso e bocca coperti, ma gli occhi che brillano della gioia di stare insieme. Perché le regole salvano la vita, la propria e quella altrui. E questo i bambini lo hanno capito, senza bisogno di farselo ripetere.

 

 

Marilena Lualdi

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