Busto Arsizio | 18 febbraio 2021, 16:00

... mèn... da Busti...

Mi rendo conto che il proverbio "più si conosce, meno si sa" è centrato e giustissimo.

... mèn... da Busti...

Mi rendo conto che il proverbio "più si conosce, meno si sa" è centrato e giustissimo. Tuttavia, pure chi "qualcosa, sa" e lo manifesta, di certo non commette ....peccato. Giuseppino mi difende. E lo fa con grazia, senza colpo ferire. E lo dico, il motivo. Lo catechizzo; io che non ho certo la delicatezza di Giuseppino. Mi "incolpano" (tacitamente, ma ne vengo a conoscenza) di sbagliare gli accenti alla fonetica del Dialetto Bustocco e di avere una "conoscenza sommaria" circa la Storia della nostra Busto Arsizio.

Tutto vero. Replico che "di fronte al nulla, palesato da chi qualcosa dovrebbe fare per il Dialetto di Busto Arsizio, almeno il sottoscritto (coi suoi "bravi" errori), una testimonianza alla città, la offre". Di fronte a Luigi Giavini "dottore in chimica e in dialetto" (come l'ha definito il prof. Franco Bertolli), mi reputo un "gregario" o (se volete) utilizzo un paragone calcistico che, per "i più" è.... più comprensibile: "Lodetti era gregario per Rivera - Gattuso, per Kaka e Van Basten".

Detto ciò, col Dialetto Bustocco (alla mia maniera) "tengo viva" una parlata (con aneddoti compresi) che altrimenti andrebbe dimenticata....scomparsa, dileguata, nascosta, magari buttata via, quando invece dovrebbe essere valorizzata da chi tuttora "sa di Bustocco", ma che propina solo in riunioni private, per "uso e consumo" proprio e per nessuna ragione, divulgativo.

Io opero ....controcorrente. Scrivo di Bustocco affinchè gli "amanti della Lingua Bustocca" possano godere dell'etimologia delle parole e soprattutto ricordare "da dove provengono" e da quali "genti" sono eredi. Discutere in tre o quattro di "Bustocco" e ....non farlo sapere è come mostrare di avere una ....saponetta in casa e non mostrarsi in pubblico, lindi e puliti, ma lasciare solo trapelare i volti sporchi degli altri.

Giuseppino mi propone la parola "rabusèl" che, nella "Busto contadina" significava buco, pertugio. E veniva utilizzata per differenti specie di buco: c'era il buco di una crepa nel muro, quello della latrina (utilizzata dagli abitanti delle case di ringhiera) e il buco nel soffitto della parte di casa che aveva sopra la "cucina" e la "sala", il cosiddetto reparto notte.

Un accostamento fra le abitazioni di allora, con quelle attuali è quasi ...irriverente, ma qui si sta solo evidenziando la differenza fra le case di ringhiera e le moderne abitazioni, dove il "rabusèl" è sparito e i buchi pertinenti hanno assunto altri nomi....nella fattispecie, il bagno è il bagno e non si indica più la parte di sgorgo che lo stesso possiede che contiene pure ....il buco.

Scrive il prof. Bertolli che "il suffisso Ligure è dentro la strada di approccio a tale località" e che "le parole dei dialetti Lombardi - quindi pure quello Bustocco - derivano dal latino". C'è tuttavia un "atto" sulla "historia Germaniae" redatto dall'imperatore Federico Barbarossa (1164) che porta il nome "Bustarsicium" facente parte della Pieve civile di Dairago, dove Busto Arsizio fu iscritta nel Settecento. All'epoca si ribadì (sempre negli studi del prof. Bertolli) che "ligure è il sostrato linguistico più antico di Busto e dintorni" a cui va incluso il parlare di Buscate e di Busto Garolfo (detto pure "Buspicùl" per smarcarlo da "Busti grandi" che è appunto Busto Arsizio.

Dal Bustocco antico al Bustocco moderno, scrive Luigi Giavini "l'amore per la Libertà, esasperato per i Liguri" che consentiva loro di essere mai uniti. Il carattere ...caratterizza il Bustocco del '900 e quello moderno che preferisce "fare da solo" (magari sbagliando) piuttosto di operare in compagnia. Dai Liguri, i Bustocchi ereditarono la "considerazione in cui era tenuta la donna" che meravigliò e stupì i latini, quando il "re Ligure" Segobrigi concesse alla figlia Gyptis di "porgere l'acqua" (scegliere) il futuro sposo. Giuseppino è affascinato dalla succinta spiegazione che ho potuto fare con l'ausilio degli studiosi Giavini-Bertolli. "Inscì ù capì anca mèn un caicossa da Busti" (così ho capito anch'io, qualcosa di Busto) a cui rispondo contento: "mèn....da Busti" (io, di Busto Arsizio!).

Gianluigi Marcora

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