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Busto Arsizio | 20 febbraio 2021, 08:20

Un anno di consiglio in smart working:«Così Busto ha espresso i suoi valori»

Il presidente Valerio Mariani ripercorre questi dodici mesi di pandemia nei lavori dell'assemblea: «Grazie alla macchina e ai consiglieri per la capacità di adattarsi. Sarebbe bello che le nostre sedute fossero tema di confronto a scuola». Quel manifesto congiunto per i bustesi morti: «Tutti uniti, era un segnale dare»

Il presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio Valerio Mariani

Il presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio Valerio Mariani

Non è un anniversario urlato, ma dal febbraio 2020 il consiglio comunale ha portato avanti le scelte, il confronto, in modalità smart working e così dovrebbe fare sino alla fine di questa legislatura a Busto Arsizio. Un’assemblea civica più smart appunto, ma forse anche più matura, dove la pandemia ha aiutato in una sorta di team building, di spirito di squadra, per la città di Busto, come racconta il presidente Valerio Mariani.  

Proprio Mariani accoglie un sogno: che questi consigli a distanza possano essere seguiti dagli studenti, fatti oggetto di una lezione. GUARDA IL VIDEO

Presidente, si avvicina un tema chiave come il piano urbano del traffico, ma intanto altri chiamano in prima battuta, come il verde?


Sarà il tema da affrontare nella seduta di martedì 23 febbraio, insieme ad altre delibere,  un tema tra l’altro che ci ha toccato in quest’anno difficile, complicato. In cui però la macchina amministrativa ha continuato a lavorare. Così il consiglio comunale, dopo un primo momento di disorientamento... Devo dire anche grazie alla capacità dei consiglieri di adattarsi.

Perché non tutti erano proprio smanettoni. Come ciascuno nella vita quotidiana, nel proprio lavoro, no?

Infatti. Devo ringraziare soprattutto gli uffici e la macchina comunale, dalla segreteria generale che mi supporta all’ufficio informatica, che da subito si sono attivati per dare un servizio a tutti i consiglieri.  Così il lavoro è continuato, in modo molto produttivo, attraverso la videoconferenza, a volte senza perdersi in discussioni magari stucchevoli che la politica può avere.

Insomma, effetti anche benefici come lo smart working sulla vita dei cittadini a volte?

Sì, abbiamo avuto un’aula consiliare virtuale, molto corretta. Però manca forse il fatto di non vedersi. Ha perso un po’ quella dinamica… Comunque tutti i gruppi  hanno dato il loro contributo.

È mancato il pubblico?

A dire il vero, già prima del lockdown, c’erano delle persone che seguivano online. Un numero non piccolo, anche se chiaramente parliamo di una città di più di 80mila abitanti. È venuto meno quello che era il pubblico fisico abituale, questo sì.  Non solo attento, ma attivo, che ha continuato a contattare l’amministrazione.

Sarebbe bello che questo diventasse oggetto di lezione a scuola? 

Sarebbe una bella idea, costruire magari con le medie e superiori un rapporto per cui alcuni stralci di videoconferenza dei consigli su temi importanti siano trasmessi e facciano da ore di lezione. La prima educazione civica è conoscere il proprio territorio: sapere il modo in cui viene governata la nostra città. Un’idea interessante.

Maestra dell’educazione civica è stata la piccola Bianca, che ha offerto le dieci regole per Busto al sindaco? (LEGGI QUI)

Sì, un singolo piccolo cittadino interessato ha il suo effetto…

Torniamo al primo tema rilevante, il verde, più importante che mai di questi tempi?

Sì, avremo il regolamento. Conoscere e sapere che ci sono delle norme su attività come il taglio delle piante o la manutenzione, conta.  La città di Busto è sempre stata disegnata come vocata all’industria e l’ambiente quasi era visto come un momento di tipo ricreativo, in realtà non lo è. Siamo città dell’industria, del terziario, dell’economia, ma il verde è componente importante della qualità della vita. Non può essere solo rappresentato come periferia o parco Altomilanese: dev’essere sempre più qualità della vita.

Poi l’inceneritore dell’Accam e il piano del traffico…

Sì, prima c’è la situazione di Accam, probabilmente già il 4 marzo. Altra partita importante il piano del traffico. Un piano che disegna una città del futuro, con rilevanti investimenti  sulla carta. Ci sono stati interventi spot sulla sicurezza tra rotonde e incroci: c’è un quadro generale, ma occorrerà un impegno ingente. Sicuramente la prossima amministrazione dovrà rivederne delle parti, dopo la pandemia. Il lockdown ci ha modificato in maniera sostanziale nel modo di muoverci. Segnato dal virus, dal rispetto del tempo e delle regole. Cominciamo a rispettare file e orari e questo incide, perché sarà meno “traffico”.

Abbiamo parlato dell’attività efficace e virtuale del Consiglio: ma che gesto fisico, d’impatto, il manifesto per i  nostri morti la scorsa primavera, che non avevano potuto avere un funerale con tutti i parenti.  Ha espresso la forza, l’unione della città?


È stato un momento difficile. Il sindaco mi ha comunicato questo gesto, un atto di sensibilità importante. E devo dare atto all’amministrazione che in quel momento Busto aveva bisogno di un segnale. È stato importate coinvolgere tutti. Anche la Madonna dell’Aiuto sui manifesti è un simbolo religioso e non solo. Ciò rivela un lato di Busto che ha valori preziosi. 

Marilena Lualdi

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