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Attualità | 23 febbraio 2021, 18:16

La protesta “luminosa” dei teatri. Anche il Lux di Sacconago vuole ritrovare la sua comunità

«Sentivamo la necessità di tenere alta l'attenzione sulla cultura. Perché ho l'impressione che cinema e teatri siano stati dimenticati, nonostante l'importanza e la bellezza dei messaggi che veicolano» dice il responsabile della programmazione del Lux, Raffaele Aiani

Anche il teatro Lux chiede attenzione a Busto Arsizio

Anche il teatro Lux chiede attenzione a Busto Arsizio

Anche al Lux di Sacconago le luci si sono spente, per l'ultima volta, ormai più di tre mesi fa. Dopo il quarto dei dieci appuntamenti della stagione di cineforum nel rione di Busto Arsizio.

Era novembre e stava scoppiando la seconda ondata della pandemia. Da allora, i cinema e i teatri di tutta Italia sono stati chiusi, quasi dimenticati nella serie successiva di provvedimenti. Ieri sera, anche al teatro parrocchiale di Sacconago le luci si sono riaccese per un'iniziativa di protesta silenziosa e al tempo stesso luminosa (leggi QUI).

Ehi, ci siamo anche noi...

«Volevamo far capire che ci siamo anche noi – spiega il responsabile della programmazione del Lux, Raffaele Aiani –. Anche se i nostri problemi sono quelli di un piccolo teatro condotto da volontari, sentivamo la necessità di tenere alta l'attenzione sulla cultura. Perché ho l'impressione che cinema e teatri siano stati dimenticati, nonostante l'importanza e la bellezza dei messaggi che veicolano, oltre al senso di comunità che ravviva e rappresenta un cineteatro come il nostro».

Al Lux è rimasto tutto come tre mesi fa: dai posti alternati, ben segnalati, al software di prenotazione online che garantisce una tracciabilità immediata, oltre che la garanzia di occupare una poltrona assegnata. Insomma, si potrebbe riaprire, rispettando i protocolli che già si attuavano in autunno, anche domani. Ma Raffaele Aiani non è così ottimista.

«Lo spero, ma non credo. Con l'iniziativa “Facciamo luce sui teatri” abbiamo lanciato un messaggio. Gli investimenti fatti per mettere tutto in sicurezza sono qui da vedere, speriamo ci ascoltino». Insomma, la cultura chiede attenzione, silenziosamente, com'è nel suo stile, senza trascendere ma in maniera accorata. E pure il Lux di Sacconago vorrebbe ritrovare il suo pubblico, la sua comunità.

A.M.

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