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Busto Arsizio | 25 febbraio 2021, 15:26

“Bande” di giovani a Busto, si riunisce il comitato per la sicurezza. «I cittadini non devono aver paura di andare in centro»

Su richiesta del sindaco Antonelli, il problema dei ragazzi che imperversano per il centro è stato affrontato insieme al prefetto e alle forze dell’ordine. Maffioli: «Piazza Vittorio Emanuele polo culturale, ma troppi episodi spiacevoli». Rogora: «Servono più controlli. Busto farà la sua parte»

“Bande” di giovani a Busto, si riunisce il comitato per la sicurezza. «I cittadini non devono aver paura di andare in centro»

“Bande” di giovanissimi in centro: a Busto Arsizio una tavola rotonda per provare a risolvere il problema. Questa mattina il sindaco Emanuele Antonelli, la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli e l’assessore alla Sicurezza Massimo Rogora si sono confrontati con il prefetto di Varese Dario Caputo. Al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica erano presenti anche il questore di Varese Michele Morelli, il comandante provinciale dei Carabinieri Gianluca Piasentin, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Marco Lainati e i comandanti della Polizia locale di Busto Arsizio e Varese, Claudio Vegetti e Matteo Ferrario.

L’amministrazione ha voluto sollevare il problema dei gruppi di giovanissimi che frequentano il centro senza rispettare le limitazioni legate al Covid e creando spesso problemi o preoccupazioni ai cittadini. Il timore è che – con l’avvicinarsi della bella stagione e dopo mesi di restrizioni – il quadro possa peggiorare.

«La situazione è Busto è sotto controllo – spiega il sindaco Antonelli –. C’è però il caso di queste “bande” di ragazzi che danno molto fastidio ai cittadini. Le segnalazioni sono tante e abbiamo voluto portarle all’attenzione del prefetto, che ringrazio per la disponibilità. Abbiamo chiesto che Busto venga trattata per la città che è – afferma Antonelli –. Vale a dire la città con più abitanti in Provincia e la sesta in Lombardia. Il prefetto e le forze dell’ordine erano al corrente della situazione e già da domani ci saranno maggiori interventi».

All’incontro virtuale di questa mattina hanno partecipato anche i rappresentanti dei cittadini che risiedono nella zona di piazza Vittorio Emanuele. È questo, infatti, uno dei punti più critici, insieme a piazza Garibaldi, alle stazioni e a Beata Giuliana.

La vicesindaco Maffioli si è concentrata proprio sull’area di piazza Vittorio Emanuele, vale a dire quella che oggi è – e nei prossimi mesi sarà ancora di più – il centro dell’attività culturale di Busto. «Alla luce dei gravi episodi della scorsa estate – spiega – ma anche di situazioni spiacevoli che si sono verificate in queste settimane, ho espresso preoccupazione per la zona compresa tra il retro di Palazzo Cicogna e le vecchie carceri. È un problema che riguarda i residenti, i cittadini ma anche l’amministrazione, perché il polo che si trova in quest’area, che comprende musei e biblioteca, è l’unica realtà che al momento può svolgere attività culturali. E in estate sarà al centro di un’importante proposta culturale: i cittadini non possono recarsi con timore a una mostra o alla presentazione di un libro».

«Fruire della cultura dal vivo è sempre importante per l’arricchimento di un individuo – prosegue Maffioli – ma oggi è anche un potente antidoto per il malessere psichico che interessa fette sempre maggiori di popolazione dopo un anno di convivenza forzata con il virus».

Sul fronte della prevenzione «stiamo facendo la nostra parte – assicura la vicesindaco –. Con i colleghi delegati all’Inclusione sociale e all’Educazione cerchiamo di offrire risposte in termini di contenuti culturali per colmare eventuali vuoti educativi o supplire a limiti formativi». A monte c’è un problema culturale e sociale: «Noi lavoriamo con i ragazzi – continua Maffioli – possiamo pensare di offrire loro ulteriori spazi e contenuti fin dalla tenera età. Lo stiamo facendo, ma il percorso darà risultati nel medio o lungo periodo. E intanto la primavera e l’estate incombono».

Per questo, alla prevenzione deve affiancarsi la repressione, che spetta alle forze dell’ordine. Su questo aspetto si concentra l’assessore alla Sicurezza Massimo Rogora: «Non c’è più rispetto per la divisa – osserva –. Ragazzini di 15 o 16 anni fanno tutto quello che vogliono». Nei giorni scorsi, in occasione del report sull’attività della Polizia locale (leggi qui), Rogora aveva annunciato interventi più decisi da parte del Comando: «E sarà così – conferma –. I nostri agenti non hanno compiti di ordine pubblico, ma controlli e multe per chi sporca o non usa la mascherina ci saranno».

Alle altre forze di polizia, l’assessore ha chiesto un «maggiore coordinamento»: «Non dico di intervenire quotidianamente, ma ben vengano maggiori controlli, anche in borghese. Il divertimento dei giovani non deve essere l’uso delle droghe né tantomeno dei ragazzini devono pensare di fare soldi spacciando. Evitiamo che prendano una brutta piega».

Rogora sogna una Busto «borgo elegante»: «Il centro deve essere un posto bello e sicuro – dice –. Sono stato giovane anche io, ma ho sempre avuto rispetto per i Vigili. Oggi i ragazzi, quando vedono una divisa, la “affrontano”. Non è tollerabile».

Riccardo Canetta

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