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Busto Arsizio | 27 febbraio 2021, 15:08

«Inceneritore, una tragicommedia»

Il Comitato No Accam interviene con un comunicato: «Qualsiasi sia il finale, rischia di portare a fondo molte persone»

L'inceneritore Accam eterna fonte di polemica

L'inceneritore Accam eterna fonte di polemica

Nel mezzo della tempesta politica di Accam, scrive una nuova nota il Comitato No Accam.

Che accusa diversi «attori che recitano in questa specie di tragicommedia, che qualsiasi sia il finale rischia di portare a fondo molte persone». Un «teatro che sta diventando un teatro di guerra». Nel mirino anche «i sindaci di Busto Arsizio e Legnano, sino ad oggi legati più da accuse reciproche che da accordi reali».

«Noi del Comitato No Accam - si afferma - abbiamo parlato con tutte le componenti politiche di Busto Arsizio, dai favorevoli ai contrari alla chiusura dell'inceneritore, persino abbiamo parlato e dialogato con componenti del consiglio comunale di Legnano. E non basta, anche il presidente di Accam, Bellora, ha dato il suo assenso ad incontrarci». Non si sentono ascoltati, invece, dai due primi cittadini.

Di qui i duri attacchi e le contestazioni via via ai diversi punti tirati in ballo in queste settimane. 

Ad esempio sull'economia circolare: «Fare rientrare un inceneritore nell'Economia circolare, noi non l'avevamo ancora sentito e pensiamo che non l'avesse sentito nessun altro al mondo». O sulla messa in sicurezza, o ancora sulle assicurazioni o sul ritorno in house, la logica di vasta area: «Non basta il fatto di risiedere in una delle zone più altamente inquinate d'Europa per mille motivi, in aggiunta si vuole far confluire un'enormità di mezzi in un contesto non adatto a riceverli». Anche la salvaguardia dell'occupazione è tema che viene contestato: «Per ben tre volte si era deciso di chiudere Accam definitivamente, nel 2017, 2021 e 2027 e ai livelli occupazionali si parla solo nel caso di fallimento». 

Per non parlare delle ricadute economiche prospettate. 

Terminando così: «Come potrebbe passare in mani private un impianto posto su un terreno di proprietà pubblica con un contratto di affitto scadente nel 2025 è veramente da capire». 

Redazione

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