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Politica | 27 febbraio 2021, 15:58

Binelli (Lega): «Sono 90 i comuni che fanno causa a Varese, Galimberti regala un'altra figuraccia da peracottai alla città»

Il capogruppo della Lega è molto preoccupato per la causa milionaria che i soci di Acsm Agam stanno intentando contro il Comune: «Conseguenze pesantissime. Non si amministra così»

Binelli (Lega): «Sono 90 i comuni che fanno causa a Varese, Galimberti regala un'altra figuraccia da peracottai alla città»

Si è fatta attendere qualche giorno la reazione dell'opposizione alla notizia della causa milionaria che i comuni di Como, Sondrio, Monza e Lario Reti Holding (società che riunisce 87 comuni delle provincie di Como e Lecco) stanno intentando contro il comune di Varese (leggi QUI). Alla fine però è arrivata ed esprime tutta la preoccupazione del caso: il risarcimento del danno va dai 4 ai 15 milioni di euro.

«La figuraccia che il sindaco Galimberti e il Partito Democratico di Varese stanno facendo fare alla città di Varese è di quelle veramente umilianti. Non si era mai verificato nella storia che un Comune denunciasse un altro Comune di aver gonfiato la valutazione della propria quota sociale ma è l’accusa che non uno, ma oltre 90 Comuni (Sondrio, Como e Monza, oltre a Lario Reti Holding, società che riunisce 87 Comuni delle province di Lecco e Como) stanno rivolgendo a Varese», commenta Fabio Binelli, capogruppo Lega Nord Lega Lombarda.

«E il dramma è che hanno ragione, perché nel dicembre 2017 Galimberti annunciava l'adesione del Comune di Varese alla costituzione di ACSM-AGAM (nella quale Varese otteneva anche la presidenza del settore Ambiente della nuova società), ma dopo soli 8 mesi, nel luglio 2018 la stessa giunta Galimberti dichiarava che il contratto per il servizio di igiene urbana fino al 2030 non era più valido perché una legge imponeva al Comune di Varese di procedere ad una gara per l’affidamento entro il 31 dicembre 2018».

«Peccato che la norma in questione sia la legge 115 del 29 luglio 2015 e ben nota all’avvocato amministrativista Galimberti quando nel 2017 dichiarava agli altri Comuni lombardi che con il conferimento di ASpeM, ACSM-AGAM avrebbe potuto gestire il servizio di igiene urbana fino al 2030. Un’operazione che ricorda il gioco delle tre tavolette, indegno di un’amministrazione comunale».

In occasione del Consiglio Comunale in cui veniva discussa la gara per il servizio di igiene urbana (21 novembre 2018), ACSM-AGAM faceva pervenire una lettera ai consiglieri sulla anomala procedura seguita, «ma la richiesta della minoranza di rinviare la delibera per poter approfondire l’argomento veniva rigettata dai consiglieri del PD e soci, in modo talmente arrogante da indurre l’opposizione ad abbandonare l’aula», ricorda Binelli.

«Adesso la situazione è grave, perché una richiesta di danni tra i 5 e i 15 milioni di euro rischia di essere un fardello pesantissimo per l’amministrazione che verrà dopo Galimberti e il marchio di “Comune peracottaro” precluderebbe a Varese quel ruolo propulsivo in campo istituzionale che le è stato proprio prima della involuzione in cui l’ha sprofondata il PD varesino».

«Viene da chiedersi se questo danno non debba essere risarcito dai consiglieri che hanno approvato una perizia di valutazione che si è dimenticata dell’esistenza di una legge - conclude Binelli - Ma lo scenario potrebbe essere anche peggiore perché la sopravvalutazione delle quote ASpeM del Comune (e quindi anche di quelle di A2A, l’altro socio di ASpeM) interessa due società quotate in borsa come ACSM-AGAM e la stessa A2A e in questi casi scatta la tutela del risparmio, garantita da CONSOB, con conseguenze difficilmente prevedibili. Ci si può chiedere se quella di Galimberti sia incapacità o furbizia andata male; in ogni caso non si amministra così».

Redazione

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