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Varese | 01 marzo 2021, 14:51

La Funicolare del Campo dei Fiori, un tesoro del passato che sale sempre più in alto nel cuore dei varesini

La storica stazione, costruita nel 1911, è uno dei simboli della Varese che fu. Nel recente censimento de "I luoghi del cuore" promosso dal Fai ha raccolto ben 6.336 voti di chi la vorrebbe vedere valorizzata

La Funicolare del Campo dei Fiori, un tesoro del passato che sale sempre più in alto nel cuore dei varesini

Seimilatrecentotrentasei, sono i voti - insperati - che la Stazione della Funicolare del Campo dei Fiori ha ottenuto nel decimo censimento che il Fai, Fondo ambiente italiano, ha organizzato per non dimenticare “I luoghi del cuore” del nostro Paese, quei monumenti o manufatti che necessitano di una particolare salvaguardia. 

La stazione sommitale del Campo dei Fiori, costruita nel 1911 su progetto dell’architetto Giuseppe Sommaruga per conto della Società dei Grandi Alberghi, si è classificata al 52° posto, un risultato lusinghiero per un’opera amata da tutti i varesini, che la vorrebbero rivedere in perfetto stato. Ma l’edificio liberty non è l’unica emergenza ambientale ad aver avuto un buon posizionamento in classifica: il borgo di Monteviasco, infatti, l’ha superata di poco, con 6.754 voti e il 48° posto, mentre Arcumeggia si è piazzata al 143° posto con 2.48 voti. Più distanziati sono il Castello di Belforte, 1.449 voti e 248° posto, e la Stazione liberty dei tram, a Ghirla, 1.323 voti e 257° piazzamento. 

I luoghi che hanno avuto almeno duemila voti potranno presentare al Fai, attraverso l’apposito bando lanciato nel prossimo mese di marzo, una richiesta di recupero o di valorizzazione, legate a un progetto concreto dotato di un cofinanziamento che assicuri poi un reale sostegno all’iniziativa. I progetti saranno vagliati entro novembre dal Fai e dalla Intesa Sanpaolo, partner economico.

Al primo posto assoluto si è piazzata la storica ferrovia, voluta da Camillo Cavour, che collega Cuneo a Ventimiglia e Nizza, con ben 75.586 voti, mentre i vincitori delle due classifiche speciali, riguardanti i “Luoghi storici della salute” e “L’Italia sopra i 600 metri” sono stati la Chiesa e l’Ospedale di Ignazio Gardella” di Alessandria, e l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone a Sulmona, posto su una rupe e legato al papato di Celestino V.

Una bella mano alla raccolta dei voti per la Stazione della Funicolare l’hanno data i giovani del Fai di Varese, capeggiati da Giulia Pozzi, Marco Colnago ed Eileen Ghiggini (nella sua galleria si poteva votare), già attivi nelle visite guidate al Grand Hotel Campo dei Fiori e alla stessa stazione, come era avvenuto lo scorso settembre con un buon concorso di pubblico (distanziato). 

La stazione, composta da un edificio a pianta quadrata, si sviluppa su due piani fuori terra e uno interrato: al livello inferiore c’erano i motori e le apparecchiature, al piano terra la sala d’attesa dotata di un piccolo bar e di biglietteria, mentre al piano superiore era collocato l’alloggio per il macchinista. È un edificio originale, che mescola l’uso della pietra, a riprendere la collocazione montana, e lo slancio raffinato della facciata. 

A Campo dei Fiori, oltre al Grand Hotel, c’era anche il ristorante Belvedere, dotato di un piccolo bar per chi voleva soltanto pranzare con un panino e un bicchiere di vino. Il Belvedere chiuse nel ’58, lo stop alla funicolare cinque anni prima aveva fatto crollare la clientela. Il grande albergo cessò di esistere dieci anni dopo, e oggi tutti i varesini lo vorrebbero veder ritornare alla bellezza di un tempo. Sarebbe un segnale importante di ripresa e di fiducia nel futuro.

Mario Chiodetti

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