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Politica | 07 marzo 2021, 15:52

Claudia Cerini (M5S) su Accam: «Salvataggio che ricadrà sulle tasche dei cittadini»

La consigliera solleva alcune annotazioni all'indomani dell'assemblea dei soci Accam. Sull'economia circolare dice: «L'Europa finanzierà quella vera, non quella fittizia legata ai termovalorizzatori»

Claudia Cerini (M5S) su Accam: «Salvataggio che ricadrà sulle tasche dei cittadini»

All'indomani dell'assemblea di Accam (leggi QUI), arrivano le annotazioni di Claudia Cerini, consigliera comunale a Busto Arsizio del Movimento 5 Stelle. Innanzitutto, Cerini sottolinea che «Alfa, società dell’idrico, nulla c’entra con il tema dei rifiuti e se dovesse fare investimenti deve dare priorità alla rete fognaria e dell’acqua potabile di Busto Arsizio che sono anni che aspetta di essere ammodernata.

Cap Holding invece, società che gestisce i servizi idrici in Provincia di Milano, ha già spiegato in una lettera ai soci che entrerà in gioco, forse, solo in un secondo momento, quando l’impianto è già stato messo in sicurezza. Rimangono in gioco Amga e Agesp che dovranno decidere come suddividersi gli oltre 11 milioni di debiti della società e i successivi investimenti».

Da dove arriveranno i soldi che entro aprile devono essere versati ad Accam come “provvista ponte”?

E poi i successivi versamenti e gli investimenti necessari per ammodernare l’impianto? Si domanda la consigliera comunale di Busto Arsizio del Movimento 5 Stelle.

«I cittadini devono capire che questo salvataggio non è a costo zero, ma ricadrà in gran parte sulle loro tasche - prosegue Claudia Cerini - Per quanto riguarda Amga faccio notare che su 27 soci che votano in assemblea di Accam solo 6 sono anche soci di Amga e, di questi sei, due soci si sono astenuti (tra cui Legnano socio di maggioranza), e uno ha votato contro in disaccordo con il piano proposto. Quindi il percorso sembra tutto in salita».

Capitolo economia circolare. Cerini ricorda che «l’Europa ha già detto che investimenti su inceneritori/termovalorizzatori non dovranno essere finanziati dal prossimo recovery fund, un ulteriore passo per incentivare quella che è considerata la vera economia circolare, ovvero la riduzione dei rifiuti e il recupero delle materie, non quella fittizia legata ai termovalorizzatori caldeggiata da Antonelli e Farioli».

Redazione

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