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Attualità | 11 marzo 2021, 16:26

Bertolaso a MalpensaFiere: «Qui vaccineremo cinquemila persone al giorno»

Sopralluogo nel polo fieristico di Busto Arsizio che tra fine marzo e inizio aprile diventerà un importante hub vaccinale. Guido Bertolaso non ha nascosto le criticità, ma a breve è atteso il cambio di passo: «Vedrete che per l’estate ci metteremo alle spalle questa tristissima vicenda»

Bertolaso a MalpensaFiere: «Qui vaccineremo cinquemila persone al giorno»

«In una struttura come MalpensaFiere, nell’arco delle 24 ore possiamo vaccinare senza problemi quattro o cinquemila persone». Lo afferma Guido Bertolaso, spiegando che «la nostra strategia, che dobbiamo attivare non appena avremo le dosi sufficienti, prevede di concentrarci proprio sui grandi hub come questo. Centri dove si arriva e si parcheggia tranquillamente, senza barriere architettoniche».

Il centro vaccinale del territorio

Il coordinatore del piano vaccini in Lombardia ha chiuso a Busto Arsizio il suo tour tra gli hub del territorio, iniziato in mattinata alla Schiranna di Varese (leggi qui).

Bertolaso è stato accolto da Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese, proprietaria della struttura fieristica che ha già ospitato un centro tamponi e che – probabilmente tra fine marzo e inizio aprile – diventerà un riferimento per le vaccinazioni anti-Covid nel territorio.

Ad accompagnare l’ex capo della Protezione civile nel sopralluogo tra i padiglioni c’erano Marco Magrini, dirigente Ats impegnato nello staff di Bertolaso, Eugenio Porfido e Marino Dell’Acqua, rispettivamente direttore generale e direttore socio-sanitario di Asst Valle Olona, il sindaco Emanuele Antonelli con il comandante della Polizia locale Claudio Vegetti che, con i suoi tecnici, dovrà studiare la viabilità nei pressi di MalpensaFiere per evitare gli ingorghi che hanno accompagnato la fase dei tamponi.

D’altra parte la pressione che a partire dalle prossime settimane si concentrerà su quest’area sarà molto forte. Da aprile le vaccinazioni si sposteranno dagli ospedali a MalpensaFiere: l’ipotesi è quella di attivare tra le 24 e le 30 postazioni, con 12 iniezioni l’ora per ogni linea su più turni, per un totale di almeno 5000 vaccinazioni al giorno, anche nel fine settimana.

Uno dei tre padiglioni potrebbe essere dedicato ai dipendenti delle aziende del territorio. D’altra parte, come ha fatto notare il presidente Lunghi, «questa è la casa delle imprese».

Un «rodaggio complicato»

In questa fase non mancano le criticità e Bertolaso non lo nasconde: «Stiamo incontrando una serie di difficoltà per quello che riguarda il sistema informatico per le prenotazioni – ammette –. Questo penalizza gli anziani, che sono costretti ad aspettare e rinviare l’appuntamento. Diciamo che questa è la fase di rodaggio complicata».

Il completamento della vaccinazione degli over 80 «dipenderà da quanti vaccini avremo a disposizione, soprattutto Pfizer e Moderna. Anche se l’uso di Astrazeneca è stato autorizzato per chi più di 65 anni, non intendiamo utilizzarli questi vaccini per gli over 80, perché secondo noi non vi sono le condizioni per usarli in quelle situazioni».

Il coordinatore del piano vaccini lombardo ribadisce che «noi non abbiamo problemi ad organizzare una macchina da guerra. Abbiamo però bisogno di avere lo strumento necessario».

In questo senso, «l’approvazione di Johnson & Johnson» ma anche il passaggio alla piattaforma per le prenotazioni di Poste Italiane saranno «un’altra arma importante».

Il cambio di passo

La fase di rodaggio, con le sue difficoltà, dovrebbe terminare nei prossimi giorni e a inizio aprile è atteso il cambio di passo. Come detto, vaccini permettendo. «Con la nuova gestione della struttura del commissario – sottolinea Bertolaso – con il nuovo governo, con un presidente del Consiglio che a Bruxelles, come avete visto, viene ascoltato e se dice di fermare le esportazioni di alcuni vaccini viene anche ringraziato, le cose miglioreranno. Per ora ci stiamo allenando, ma ci sono tutte le condizioni per sperare che da aprile inizi questa grande campagna di vaccinazione».

L’ex numero uno della protezione civile, tra l’altro, si è detto pronto a somministrare in prima persona i vaccini qualora mancassero i medici: «Se servirà farò la mia parte come i miei tanti colleghi in pensione che hanno scelto di essere ancora utili alla nostra società».

È un modo per «onorare il sacrificio di chi ha perso la vita», come il dottor Roberto Stella, scomparso esattamente un anno fa a causa del Covid (leggi qui): questa fase organizzativa è un «gioco di squadra importante che coinvolge tutti, anche l’esercito. Nessuno si chiama indietro. Vedrete che per l’estate ci metteremo alle spalle questa tristissima vicenda».

Riccardo Canetta

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