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Legnano | 20 marzo 2021, 12:27

Il Palio di Legnano studiato all'università

Martedì 23 marzo, dalle ore 9.15 alle ore 10.30 sarà oggetto di una lezione pubblica nel corso di Laurea magistrale in Turismo, Territorio e Sviluppo locale della Bicocca. Il mondo Palio visto anche come motore di sviluppo sociale e culturale

Il professor Alessio Francesco Palmieri-Marinoni e sotto le professoresse Elena Settimini e Rita Capurro l

Il professor Alessio Francesco Palmieri-Marinoni e sotto le professoresse Elena Settimini e Rita Capurro l

Il Palio di Legnano diventa oggetto di studio all'università. Martedì 23 marzo, dalle ore 9.15 alle ore 10.30, sarà oggetto di una lezione pubblica all’interno del Corso di Laurea magistrale in Turismo, Territorio e Sviluppo locale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. 

La lezione pubblica si intitola "Musei, comunità e territorio. Sviluppo di pratiche partecipative e coproduzione delle narrative. Legnano e il Palio"  e, sotto l’egida del Comitato Palio, è stata promossa dalla professoressa Rita Capurro, docente del corso di Turismo e Patrimonio Culturale. Vedrà come relatori il Coordinatore scientifico della Commissione Permanente dei Costumi del Palio di Legnano, professor Alessio Francesco Palmieri-Marinoni, e la consulente per il settore museologia, patrimonio e politiche culturali della Commissione Costumi, la professoressa Elena Settimini.

Un caso da studiare

 «Il caso del Palio di Legnano –commenta la professoressa Capurro– presenta diversi elementi di grande interesse per i miei studenti che avranno modo di vedere come avviene nel concreto un processo di musealizzazione di un patrimonio culturale composito: materiale e immateriale, raccordato con una storia lontana, quella della battaglia di Legnano e una più recente, quella del Palio stesso».

Il corso - prosegue - è attento  in modo particolare «agli aspetti della relazione tra patrimonio e comunità locale, delle azioni di engagement con il patrimonio e delle capacità del museo di porsi come grande macchina dell'interpretazione per la comunità di riferimento e per i pubblici esterni». L’approfondimento, in termini accademici, può dunque risultare uno spunto di riflessione importante per entrambe le realtà.

«Il tema del Palio è un soggetto interessante – prosegue la professoressa Capurro. In questa occasione seminariale cominciamo con il lavorare su una dimensione conoscitiva e di elementi di progettazione culturale, potrebbe derivarne un'ulteriore esperienza, focalizzata sul turismo culturale. Spero che ad esempio si palesi l'interesse di qualche studente di approfondire il tema attraverso una tesi di laurea tanto per iniziare».

«Il progetto pensato insieme alla professoressa Capurro del corso di Turismo e Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca si svilupperà in tre incontri –spiega la professoressa Elena Settimini. Il 23 marzo, durante una lezione pubblica, sarà introdotto il Palio di Legnano e si parlerà dei progetti di partecipazione culturale svolti insieme alle Contrade a partire dal 2018. Nel secondo incontro, destinato esclusivamente agli studenti del master, saranno discusse le problematiche e le potenzialità legate allo sviluppo turistico in chiave culturale di Legnano. Agli studenti sarà quindi chiesto di elaborare un progetto che abbia come obiettivo quello di implementare la proposta esistente e di valorizzare il Palio».

Il valore culturale

Un’importante occasione per il mondo Palio - si sottolinea - che evidenzia, ancora una volta, quanto la manifestazione legnanese e, nella fattispecie, il suo aspetto squisitamente culturale espresso dai costumi e dalla sfilata storica siano estremamente importanti.

«La collaborazione tra la Commissione Permanente dei Costumi del Palio di Legnano e gli studenti universitari – continua Settimini – rappresenta un importante momento di crescita e di scambio per entrambi. Da un lato, gli studenti hanno l’opportunità di mettere in campo le competenze sviluppate durante il loro percorso di studi - nel caso specifico, analizzando il caso "Palio di Legnano" e sviluppando strategie innovative di fruizione e valorizzazione turistica. Dall’altro lato, il mondo Palio ha la possibilità di confrontarsi con giovani formati e competenti, in grado di aggiungere un punto di vista fresco e creativo attraverso le loro idee e suggerimenti».

Sono iniziative fondamentali per i giovani, «che si affacciano sul mondo del lavoro con una realtà territoriale estremamente interessante, soprattutto in questo momento storico proiettato verso lo sviluppo sostenibile e il turismo di prossimità».

Il motivo di questa nuova collaborazione è spiegato dal Coordinatore scientifico della Commissione Permanente dei Costumi del Palio: «Il Palio di Legnano, nel corso degli ultimi anni, sta attirando sempre più l’attenzione del mondo accademico nazionale e internazionale – spiega il professor Alessio Francesco Palmieri-Marinoni. Si tratta di un dato tutt’altro che irrilevante. Oltre al portato culturale espresso nei costumi e nelle tradizioni delle singole contrade, la peculiarità legnanese è estremamente complessa e può risultare un motore di sviluppo sociale e culturale per la città così come per l’intero Alto Milanese, pertanto un’opportunità di studio e ricerca estremamente curiosa e affascinante».

La collaborazione con il mondo accademico è iniziata nel 2018: «La Commissione Permanente dei Costumi sta operando pienamente nel solco di quella tradizione stabilita con gli statuti degli Anni Trenta. Leggendo i documenti dell’epoca risulta in maniera estremamente manifesta la volontà di rendere unica la manifestazione storica legnanese».

Altro dato rilevante, si è sempre cercato di “alzare il livello” qualitativo, in termini di conoscenze e capacità artigianali: «Obiettivi possibili solo grazie alla stretta collaborazione con il mondo accademico. Dall’altro lato, il dialogo con gli atenei è sempre stato auspicato. Oggi, grazie anche ad una nuova apertura dal mondo dell’Università, ad un rinnovato interesse verso forme alternative di patrimonio culturale, tale collaborazione risulta sempre più possibile. Per noi tutti, contradaioli e legnanesi, questo percorso deve essere grande motivo d’orgoglio».

Redazione

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