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Varese | 21 marzo 2021, 17:45

FOTO e VIDEO. Oltre 600 genitori e bambini ai Giardini Estensi contro la chiusura delle scuole

Sono arrivati a Varese da ogni parte della provincia per manifestare in maniera statica contro la chiusura delle scuole: «Vogliamo farci sentire e far capire che non siamo più disposti ad accettare questo furto di benessere ed educazione dei nostri figli»

FOTO e VIDEO. Oltre 600 genitori e bambini ai Giardini Estensi contro la chiusura delle scuole

Una manifestazione partecipatissima quella di oggi pomeriggio ai Giardini Estensi, organizzata dal comitato Pima a Scuola Varese. Oltre 600 persone, provenienti da tutta la provincia, hanno accolto la chiamata per far sentire la voce dei loro figli, costretti alla didattica a distanza. 

I genitori hanno scelto di organizzare un presidio statico, posizionandosi a distanza di sicurezza, con le mascherine sempre al volto, e registrando ogni partecipante. Tutto nel massimo rispetto delle disposizioni anti Covid, che prevedono la possibilità di manifestare. 

Disposti in maniera ordinata, hanno srotolato striscioni, cartelli, i disegni dei bambini, file di cartelle e tanti cappelli a cono d'asino per ricordare la dispersione scolastica che la dad sta generando. Dalla fontana hanno parlato le organizzatrici della manifestazione, Silvia Vitiello e Livia Soriente, e poi a turno insegnanti e anche i bambini hanno potuto spiegare cosa vuol dire per loro non andare a scuola. 

Abbiamo chiesto loro cosa direbbero a chi può decidere di riaprire le scuole, per convincerli. Le risposte sono state spiazzanti. Da chi vuole «tornare in classe per divertirci, stare con gli amici e imparare cose nuove tutti insieme», come Niccolò e Lorenzo di 8 anni, residenti a Viggiù e in dad da oltre un mese. E poi Leila di 9 anni di Bodio: «E' brutto fare lezione da casa perché non è per tutti. Ci sono bambini che non hanno il computer, non hanno la connessione, oppure non sentono bene. Dobbiamo fare scuola tutti insieme».

Tantissime voci, da ogni parte della provincia, che spontaneamente si sono ritrovate e hanno deciso di movimentarsi. «Il comitato è nato solo due settimane fa, da un gruppo di genitori che vogliono protestare contro la chiusura delle scuole che riteniamo ingiusta. Non ci sono numeri e dati scientifici che supportano questo provvedimento, che denota solo incompetenza e disattenzione nei confronti delle famiglie. I casi nelle scuole sono sempre stati bassissimi perché sono estremamente controllate, con protocolli di igiene e sicurezza che non hanno eguali. Vogliamo farci sentire e far capire che non siamo più disposti ad accettare questo furto di benessere ed educazione dei nostri figli».

Un appello le organizzatrici lo fanno anche al sindaco Davide Galimberti che nei giorni scorsi si era schierato dalla loro parte (leggi QUI): «Ci ha detto che siamo brave e che ci sostiene, ma noi non abbiamo bisogno di sentirci dire questo. Abbiamo bisogno di un politico che sposi la causa e abbia la volontà di aprire un tavolo di confronto con Ats e le autorità preposte a prendere queste decisioni. Abbiamo bisogno di azioni concrete e non di belle parole». 

Un pensiero va anche a chi vive il disagio più di altri in questa situazione: «Dai dati diffusi dalle mense scolastiche risultano oltre due milioni di famiglie in povertà assoluta: i loro figli hanno a disposizione un pasto decente al giorno, ed è quello che mangiano a scuola. Stiamo togliendo loro anche questo». Non solo. Qualcuno ha sottolineato l'aumento di casi di malattie croniche tra gli studenti come attacchi di panico e disturbi alimentari, fino all'autolesionismo. 

Valentina Fumagalli

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