/ Territorio

Che tempo fa

Cerca nel web

Territorio | 27 marzo 2021, 23:54

«A Cassano solo il 6% della popolazione scolastica ha contratto il virus: basta Dad, ripartiamo»

Il sindaco Nicola Poliseno fa il punto della pandemia negli istituti: i contagi in luoghi scolastici si contano su una mano. Ecco perché si appella a Draghi: «Riapertura in zona rossa, noi l'abbiamo sempre chiesta. Pronti ad aiutare a fare i test»

La foto postata dal sindaco Poliseno su Facebook

La foto postata dal sindaco Poliseno su Facebook

A Cassano Magnago solo il 6% dell'intera popolazione scolastica ha contratto il virus. Detto in altro modo, il rischio non è qui. Così il sindaco Nicola Poliseno chiede a gran voce di far ripartire la scuola, altro che Dad.

Il punto

Nel suo punto serale, il primo cittadino spiega che nella terza ondata in tutto positive risultano 291 persone, di cui ancora adesso in queste condizioni 129. Nessun positivo nella Rsa Sant'Andrea o Cdd. Persone in isolamento fiduciario per contatto positivi: 57. Guariti: 160.

Ma c'è un altro tema caldo, con la stessa discussione ufficiale di Governo e Poliseno riporta la situazione in questo contesto. Per capire se «la chiusura delle scuole è stata effettivamente una scelta sostenuta da elementi reali e verificati oppure è da sempre stata basata su ipotesi di rischio generico e generale».

Insomma, dall'inizio della pandemia a Cassano Magnago i contagiati da Covid sono stati 1.700, di cui 18 bimbi da 0 a 2 anni, 17 bimbi da 3 a 5 anni, 63 bimbi da 6 a 10 anni, 73 bimbi da 11 a 13 anni,  75 ragazzi da 14 a 18 anni.

La conseguenza? «Questa fotografia della nostra città (con il 6% dell’intera popolazione scolastica che ha contratto il virus) ci dice chiaramente che la scuola non è mai stata un luogo di rischio contagio - rileva Poliseno - soprattutto dopo gli interventi eseguiti con i fondi concessici dallo Stato nel 2020 e con tutti gli extra fondi comunali per l’adeguamento delle classi, dei banchi nuovi, della fornitura di mascherine e gel igienizzanti, interventi di sanificazione, degli adattamenti del servizio mensa (senza gravare sulla tariffa del buono mensa delle famiglie nonostante l’aumento considerevole dei costi del servizio per il rispetto dei protocolli anticovid)».

Non è questa la parte di cittadinanza più colpita dal covid, anzi «possiamo affermare che è la popolazione che si è contagiata ed ammalata di meno, ma soprattutto, grazie all’analisi dei contagi intervistati dal sottoscritto, emerge che di tutti i bimbi e ragazzi contagiati da covid, i contagi in luoghi scolastici si contano su una mano»

La convinzione è questa: «Gli asili nido, le materne e le scuole sono stati i luoghi dove si sono rintracciati e si sono adottate le migliori misure di prevenzione per evitare la diffusione del virus». E i sindaci l'avevano già messo in chiaro, anzi Poliseno aveva condiviso con colleghi che la scuola dovesse essere riaperta a maggio 2020 in preparazione del nuovo anno scolastico 2020/2021.

Che cos'è accaduto dopo un quadrimestre perduto? 

«In questi mesi di apri e chiudi e di grande rassegnazione da parte nostra e dei genitori, il tema scuola (se non per le polemiche dei banchi a rotelle) purtroppo è stato drammaticamente messo in un angolo… - afferma il sindaco - Poi arriva Draghi che in silenzio studia e alla prima dichiarazione sulla Scuola riaccende la speranza. L’affermazione del premier Mario Draghi: “Riapertura della scuola anche in zona rossa” è quello che i sindaci hanno sempre chiesto e per questo non posso che essere felice che alla guida del nostro Paese sia arrivato una persona che come prima cosa studia, analizza e decide per il futuro: la Scuola».

Ciò che è fonte di contagio è tutto ciò che avviene attorno alla scuola, insiste Poliseno: «I test potrebbero rappresentare un ulteriore passo, oltre alla vaccinazione del personale scolastico (siamo a 880mila somministrazioni) per rendere più sicuro, e costantemente monitorato, l’esercito di alunni e docenti. La decisione di queste affermazioni, semplici, fino ad oggi mai sentite da nessun rappresentante governativo, sono la seria convinzione che qualcuno adesso che pensa alla Scuola c’è e quando c’è da lavorare i Sindaci ci sono».

«Pronti a scendere in campo»

Cassano Magnago è così pronta a ripartire dalla scuola «e a collaborare con nuove misure di controllo dell’epidemia, ma a scuole aperte». Ad esempio, si potrebbe puntare sull’effettuazione di tamponi rapidi agli studenti.

A patto che per i più piccoli si opti per i salivari, meno invasivi: «Dovrebbero occuparsene le Ats con medici e infermieri da mandare nelle scuole ma siamo in grado di scendere in campo anche noi direttamente con i volontari della Protezione civile. Monitoraggio settimanale e laddove fossero accertati casi di positività al coronavirus si procederebbe a sottoporre tutta la classe a tampone molecolare, in caso di positivi classe in quarantena e attivazione della Dad. È così che si doveva fare dall’inizio».

Ma. Lu.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore