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Gallarate | 31 marzo 2021, 18:38

Misure severe dopo la maxirissa di Gallarate, Cassani: «Un monito»

L’auspicio del sindaco gallaratese è che i provvedimenti «siano un monito per chiunque volesse emulare risse o altri fenomeni negativi visti sui social». Il collega di Cassano Magnago, Poliseno, parla di «sconfitta dei genitori»: «Si può recuperare, ma ci attende un duro lavoro»

Misure severe dopo la maxirissa di Gallarate, Cassani: «Un monito»

«Mi auguro che i provvedimenti siano un monito per altri giovani “scalmanati”».
Così il sindaco Andrea Cassani commenta le misure cautelari legate alla maxi rissa avvenuta lo scorso 8 gennaio nel centro di Gallarate (leggi qui).

«Questa mattina – racconta il primo cittadino – il commissario capo Luigi Marsico mi ha informato dei provvedimenti. Sono contento che i soggetti responsabili siano stati rintracciati, grazie anche alle immagini riprese dalle telecamere. A dimostrazione dell’ottimo impianto di videosorveglianza cittadino. Come immaginavamo, la maggior parte dei giovani coinvolti non è gallaratese».

In ogni caso, le misure inflitte sono state severe. «Spero – dice il sindaco – che siano un monito per chiunque volesse emulare risse o altri fenomeni negativi visti sui social. Certi atteggiamenti non sono giustificabili. È una bella lezione che mi auguro possa servire».

In città, tra l’altro, è attivo il progetto educativo degli educatori di strada, impegnati a intercettare le emergenze giovanili (leggi qui). «Le situazioni di disagio ci sono – afferma Cassani –. Fortunatamente sono solo una piccola parte. Con iniziative come questa, cerchiamo di fare prevenzione».

Un progetto analogo esiste anche a Cassano Magnago, comune da cui arriva una “fazione” coinvolta nella rissa.
«Ancora non sappiamo di quanti ragazzi parliamo – precisa il sindaco Nicola Poliseno –. Sicuramente un giovane è già seguito dai nostri servizi sociali».

Per Poliseno, «quello che emerge con questi provvedimenti è una sconfitta dei genitori. Si può recuperare e noi siamo a disposizione delle famiglie: la nostra intenzione è quella di investire tempo e risorse in progetti di recupero. Ci attende un lavoro duro».

Il sindaco è in piena sintonia con il sostituto procuratore Nadia Calcaterra, che – categoricamente – non associa il grave episodio della rissa alle restrizioni legate al Covid (leggi qui). «Quello che è accaduto – sostiene – non c’entra nulla con la chiusura delle scuole». Scuole con cui «si dovrà fare un gran lavoro di rete sul territorio. Esistono già dei progetti relativi a elementari e medie. Ora sarà importante lavorare con i ragazzi dei primi anni delle superiori».

Questo percorso deve coinvolgere anche le famiglie: «I genitori non possono non sapere che i loro figli vanno a Gallarate a fare o ad assistere a una rissa. Bisogna ritrovare una chiave di discussione con i ragazzi. A quell’età non è facile, ci attende un enorme lavoro e mi auguro che anche i genitori siano disponibili a relazionarsi fra loro e ad affidarsi agli esperti».

Riccardo Canetta

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