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Economia | 01 aprile 2021, 18:15

«Ai cani è consentito andare dal parrucchiere ma agli umani no, perché?»

E' la domanda e al tempo stesso il grido di Francesco Reina, presidente di Cna Acconciatori Varese, che aderisce alla petizione promossa dall'associazione "Fateci lavorare": inviata anche una lettera alla Regione per chiedere la riapertura delle attività di estetica, acconciatura, tatuaggi e piercing

«Ai cani è consentito andare dal parrucchiere ma agli umani no, perché?»

Anche Cna Varese aderisce, con una petizione e un volantino da affiggere sulle vetrine dei negozi, alla protesta di Cna per chiedere al Governo e alle istituzioni locali di riaprire le imprese di servizio alla persona e consentire la mobilità tra comuni per raggiungere le imprese di fiducia.  

Sotto il semplice slogan “Fateci lavorare” è stato diffuso infatti un manifesto tra gli associati per sensibilizzare la politica a fare scelte che siano comprensibili dagli operatori e dagli utenti ed è stato chiesto agli imprenditori di sottoscrivere una petizione. «Le decisioni assunte dal Governo sono incomprensibili – spiega Francesco Reina, presidente di Cna Acconciatori Varese-  la protratta chiusura delle nostre attività determinerà la condanna a morte per molte di esse che non riusciranno ad andare avanti ancora per molto. Condividiamo la decisione di riaprire le attività di toelettatura per animali ma non comprendiamo la chiusura dei parrucchieri. I cani possono “andare dal parrucchiere”  mentre ai loro padroni non è consentito». 

CNA Lombardia ha poi chiesto alla Giunta e al Consiglio regionale un intervento a tutela delle attività del comparto benessere, estetica e acconciatura: in una lettera firmata, tra gli altri, da Daniele Parolo, Presidente di CNA Lombardia  e indirizzata all’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi e al presidente della quarta commissione del Consiglio regionale Gianmarco Senna, CNA Lombardia ha segnalato l’incomprensibile posizione di chiusura del Governo su un comparto, quello del Benessere, caratterizzato ancor più in epoca Covid-19 da elevati standard di sicurezza igienico-sanitaria. CNA Lombardia chiede quindi un’azione decisa e ragionevole che consenta a quella platea di imprese artigiane che non hanno ragione di essere chiuse, nemmeno in zona rossa, di lavorare in totale sicurezza: in particolare le attività di estetica, acconciatura, tatuaggio e piercing.

«I saloni di acconciatura ed estetica sono luoghi sicuri per clienti, dipendenti e imprenditori. Abbiamo adottato tutti i protocolli e tutte le misure anti-contagio che ci hanno prescritto: ci siamo muniti di mascherine, visiere, divisori, gel, distanziamenti, prenotazioni obbligatorie - dice Annamaria Consonni presidente di Cna  Estetica Varese  – e nonostante questo non ci fanno aprire, lasciando così spazio agli abusivi che operano senza rispettare alcunché a danno sia della salute dei clienti che della economia della categoria».

 

Redazione

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