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Legnano | 01 aprile 2021, 10:29

Accam: «Legnano capofila di una svolta»

Partito Democratico, Insieme per Legnano, Legnano Popolare, riLegnano replicano alla Lega

Accam: «Legnano capofila di una svolta»

Su Accam proseguono le polemiche. Ma Partito Democratico, Insieme per Legnano, Legnano Popolare, riLegnano, nel replicare alla Lega, si dicono convinti che si apra una nuova fase di progettazione.

«Senza entrare nel meccanismo del“botta e risposta” che non porterebbe molto lontano, restiamo ai fatti e al percorso che abbiamo coerentemente sin qui seguito - si scrive in una nota - Molti sono i tecnicismi, moltissimi i passi fatti, avanti e talvolta indietro, che hanno portato all'approvazione della mozione di indirizzo durante l'ultima assemblea dei soci di settimana scorsa. Ripercorrendo i passaggi di questi mesi una cosa traspare però senza ombra di dubbio: Legnano è stato capofila e promotore di una svolta verso un trattamento dei rifiuti integrato secondo i principi dell'economia circolare». 

I partiti ribadiscono: «Non dimentichiamo infatti la posizione integerrima tenuta dal nostro comune, che sempre si è reso disponibile a trattare il rilancio di un sito come Accam solo a condizione di una svolta ecologica, ben programmata e aderente alla realtà odierna. Questo è infatti il punto principale che caratterizza il modus operandi di Legnano: guardare all'avanguardia tecnologica e tenere bene in mente i principi dell'economia circolare, ma con lo sguardo ben puntato sul punto di partenza presente, ovvero un impianto vecchio, lontano dagli standard tecnologici odierni, gestito da una società non in buona salute».

Secondo le liste, si è sempre tenuta la barra dritta,  «secondo i ben noti principi della disponibilità del terreno, la sicurezza di un investimento all'avanguardia e a lungo termine e il tempo per elaborare un piano che non fosse emergenziale». Questo anche nei momenti definiti più difficili, q«uando si profilava lo spauracchio del fallimento della società e il pericolo che l'impianto finisse in un procedimento concorsuale, senza sicurezza per il rispetto ambientale».

Questo anche «quando molti dei comuni intorno, in primis Busto Arsizio, ci accusava di inseguire un'"Economia circolare che non esiste e non esisterà per i prossimi vent'anni" - sottolinea il comunicato - Dopo questi mesi e dopo gli ultimi passaggi possiamo affermare senza dubbi che Legnano è sempre stata coerente, anche quando era tra i pochi ad esserlo; e la coerenza paga».

Si citano «la creazione della NewCo con l'apporto significativo e non fittizio di Agesp e l'ingresso altrettanto essenziale di CAP, la disponibilità del terreno finalmente formalizzata secondo le esigenze opportune, il tempo accordato per elaborare un piano vero, significativo e tecnologicamente all'avanguardia secondo i principi dell'economia  circolare e che non sia uno specchietto per le allodole che nasconde il riutilizzo dell'impianto così com'è».

Per questo motivo, si insiste: «Ora si apre una fase nuova, di progettazione e prospettiva. Questo significa che la forma finale dell'impianto e del ciclo integrato hanno ora bisogno e la possibilità di essere studiati con i giusti tempi. Il percorso non è ancora ben definito come è proprio dei progetti in via di studio. Diverse sono le strade possibili: linee a freddo, fabbrica dei materiali, trattamenti biomeccanici, integrazioni tra impianti… Tutto questo con la consapevolezza che entriamo in un processo lungo, che deve tenere incontro del punto di partenza, ovvero il termovalorizzatore attuale, e che non può essere attuato dall'oggi al domani». 

Il Comune di Legnano vigilerà e si assumerà le responsabilità, «con la stessa fermezza dimostrata finora, agendo in maniera propositiva e prospettica perché gli obiettivi dell'economia circolare, la sostenibilità economica ed ambientale siano rispettati, cercando di consegnare alle nuove generazioni un territorio e un ambiente migliore di quello che viviamo».

Redazione

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