Ieri... oggi, è già domani | 02 aprile 2021, 07:58

... dopo àa fèsta... (dopo la festa)

Alle Elementari, quindi gente dai 6 ai 10 (11 per i ripetenti) anni, il primo di aprile era il "pesce di aprile"

... dopo àa fèsta... (dopo la festa)

Deliberatamente, ho voluto pubblicare il "pezzo" dopo la festa. Per un motivo preciso; il "1° aprile", per i ragazzi di un tempo, era una "festa"....festa goliardica come si suole dire, ma "festa" è!

Alle Elementari, quindi gente dai 6 ai 10 (11 per i ripetenti) anni, il primo di aprile era il "pesce di aprile" (per fortuna, non quello del mondo ittico, ma un pesce di carta, disegnato alla bisogna) che potevi appioppare a chiunque si ponesse a tiro, attraverso uno spillino che carpivi dalla sacchetta del cucito di mamma.

Già allora, il mio disegno era scarso sotto ogni aspetto....nel tratto, nel colore e pure nel "ritaglio". Si confezionava il pesce che somigliava a ....un'ipotesi di animale, con gli occhi "lessi" e lo sguardo "spento", a cui si dava un colore ipotetico che passa dal rosa al celeste, intriso di nero per un vacuo contorno. Poi, con le forbici si cercava di tagliare il foglio, in modo da avere tra le mani il "pesce".

Si doveva pure fare in fretta e con attenzione, il  tutto. Mamma raccomandava sempre di tenere in classe un contegno adeguato, di non disturbare, di essere ossequioso, educato e di lasciare stare le marachelle che, altrimenti venivano punite...dalla maestra, ma pure a casa. Più di un "consiglio" era un "ordine" e mamma, all'ordine e all'educazione era molto (dovrei scrivere moooooolto) rigida.

A scuola, mentre si attendeva l'apertura del portone sino allo squillo della "famigerata" campanella, ci si rincorreva tra urla e schiamazzi e si appioppava il "pesce" sulla schiena di chi capitava nei pressi. C'era pure un'aggravante....tutti avevano un pezzo di gesso in mano (preso chissà dove), ma pure dalla sacchetta del cucito di mamma e si stilava rigacce sulla schiena dei compagni. Le mani, poi erano imbrattate dai gessi colorati e, quasi tutti, incuranti e faciloni, passavano quelle mani sporche sia sul viso sia fra i capelli. Col bel risultato di presentare la faccia di clown già all'inizio delle lezioni. La signorina Vandoni (la nostra maestra) faceva finta di essere severa, ma tollerava (ho il sospetto che pure si divertiva) lo spettacolo ....colorato, con tanto di "pesce" sulla schiena.

Per noi ragazzi era una "festa" che proseguiva nel tempo d'intervallo, con qualche ....variante.

Ci si faceva scherzi a gogo....merende che sparivano, astucci scambiati fra un banco e l'altro, scritte sui rispettivi banchi (qualcuna oscena, quanlcun'altra ....piccante), ma sempre nell'alveo della festa in comune che durava lo spazio di quel giorno. In verità, molte "punture" nella schiena rischiavano qualche "lacrimuccia" specie fra le ragazze che, per un po' subivano, poi si ribellavano e non tutte erano "comprensive". Chi poi andava a fare rimostranze alla maestra, si sentiva dire "fallo anche tu" e non tutti apprezzavano il.... consiglio.

Adesso svelo il vero motivo del "non piacermi" la "festa del 1° aprile". Riconoscevo subito il mio squallido disegno che provocava ilarità fra i compagni di scuola e il "corpo docente" ed evidenziava la mia assoluta incapacità di disegnare un pesce ....come dio comanda (ho messo la d minuscola per il fatto che Dio non c'entra, ma è una frase di uso comune) o che almeno gli somigliasse, nella forma e nello sguardo....lì ho capito cosa vuol dire "sguardo da pesce lesso".....un disastro.

C'era anche chi, oltre al pesce, disegnava la sagoma di un somaro ....i più bravi, la testa del somaro, magari con le orecchie lunghissime e la bocca aperta che lasciava intuire il raglio dell'animale. E io? Figurati....era già troppo arrivare a una ....specie di pesce, figurati tutto il resto. Il "pesce d'aprile" poi è una specie di lasciapassare per qualsiasi scherzo e (confesso) a certi "scherzi da seminarista", ben peggiori degli "scherzi da prete" non ho mai fatto affidamento. Per carità, sto al gioco, magari mi piacciono le sorprese, ma (come dicevano i nostri vecchi) "ù scherzu l'àa essi piscinèn e l'àa dua pocu" (lo scherzo deve essere piccolo e deve durare poco tempo). Con voi Lettori, nemmeno ci provo a scherzare. Il rispetto per chi mi legge, va oltre la ....festa del primo di aprile!

Gianluigi Marcora

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