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Valle Olona | 04 aprile 2021, 10:10

Olgiate, la Pasqua porta la speranza dei bambini attraverso i disegni

Le porte della scuola d’infanzia Santa Teresa sono rimaste chiuse a causa delle ultime misure decise dal governo, ma le maestre e gli alunni non hanno lasciato che questo li fermasse

Olgiate, la Pasqua porta la speranza dei bambini attraverso i disegni

Le porte della scuola d’infanzia Santa Teresa di Olgiate Olona sono rimaste chiuse a causa delle ultime misure decise dal governo, ma le maestre e gli alunni non hanno lasciato che questo li fermasse e hanno continuato a lavorare insieme.

«Abbiamo dovuto chiudere quando stavamo per iniziare il percorso che ci avrebbe portato a Pasqua – spiega la coordinatrice Chiara Borghi – e non poter fare il percorso della Quaresima coi bimbi per il secondo anno di fila ci ha reso molto tristi. Per questo abbiamo voluto trovare una soluzione che ci permettesse di mantenere il legame educativo anche se a distanza, e devo dire che i piccoli hanno risposto in maniera molto positiva». 

Se per i più grandicelli si parla di didattica a distanza, Dad, infatti, essa sarebbe quasi impensabile per i bimbi di età prescolare, ai quali di sicuro non è possibile chiedere di trascorrere ore di fronte allo schermo; per loro, invece, si parla di Lead, legami educativi a distanza, appunto, per sottolineare come a quest’età il legame tra le maestre e i bimbi e l’aspetto educativo vadano a prevalere sulla mera didattica.

Ma cosa hanno fatto nel concreto le maestre del Santa Teresa? «Abbiamo pensato a qualcosa che potesse essere fatto dai piccoli anche a casa e che mantenesse vivo il loro legame con la scuola – prosegue Chiara Borghi – e i cui risultati potessero essere visibili anche se le nostre porte sono, purtroppo, chiuse». Ecco allora che le insegnanti hanno realizzato alcuni brevi video da mostrare agli alunni in cui si spiegava quale fosse l’attività proposta e al contempo hanno spedito ai genitori dei modelli da poter stampare e consegnare ai propri figli per potersi sin da subito mettere al lavoro.

«Abbiamo lavorato sui simboli pasquali – spiega Chiara Borghi – e abbiamo mandato ai piccoli alcuni disegni da decorare e da ritagliare, chiedendo loro di riconsegnarli, una volta finiti, in un cesto che abbiamo posto fuori dalla scuola.A questo punto li abbiamo raccolti e abbiamo realizzato sulla cinta esterna una vera e propria istallazione che potesse essere visibile da tutti». 

Installazione che però non si limita a dar mostra di sé sulla cinta dell’asilo; la croce ricoperta dai fiori decorato dai bambini, simbolo di rinascita e di rinnovamento, sarà “l’ospite speciale” della messa di Pasqua.«Quando don Giulio e don Patrizio hanno visto cosa stavamo facendo – racconta Chiara Borghi – hanno voluto che la croce fosse portata in chiesa nel periodo di Pasqua, e credo che questo sia un gesto dal bellissimo significato, che renderà i nostri bimbi ancora più felici».

Chi passerà di fronte alla scuola dell’infanzia Santa Teresa potrà quindi ammirare le opere dei suoi alunni, che anche in questo periodo di chiusura hanno voluto dimostrare la loro vicinanza all’istituto. «La risposta è stata estremamente positiva – sottolinea la coordinatrice – i bimbi si sono dimostrati entusiasti dell’idea e le famiglie sono state molto disponibili. È stato bello vedere, poi, come ogni settimana il momento della riconsegna dei lavori sia stato vissuto nel totale rispetto delle regole: i piccoli e i loro genitori arrivavano, mettevano nel cesto il loro lavoro e andavano via, senza creare il minimo assembramento». 

Questa disponibilità, però, non è certo una novità per le maestre del Santa Teresa, che durante il corso dell’anno hanno potuto collaborare con le famiglie per dare agli alunni la miglior esperienza educativa possibile anche in questa difficile congiuntura. «Devo ammettere che quest’anno siamo stati molto fortunati – dichiara Chiara Borghi – da settembre alla chiusura di marzo siamo riusciti a lavorare in serenità e nessuna classe è mai finita in quarantena. La speranza era quella di riuscire a finire l’anno, durante il quale abbiamo avuto la possibilità di lavorare coi bimbi e imparare come trarre il massimo dalla situazione nel rispetto di tutte le regole che è necessario rispettare, e devo ammettere che questo stop improvviso ci ha reso molto tristi. La speranza è quella di ripartire al più presto».

Loretta Girola

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