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Cronaca | 13 aprile 2021, 10:40

Lanci di acqua fredda, derisioni e bastoni per legarli. I carabinieri di Busto mettono fine all'incubo di nove disabili ospiti di una cooperativa dell'Alto Milanese

VIDEO. Sette le persone nei confronti delle quali sono state disposte misure cautelari: due sono ai domiciliari. A denunciare la situazione ai militari di Castellanza un'operatrice socio sanitaria della stessa onlus

Lanci di acqua fredda, derisioni e bastoni per legarli. I carabinieri di Busto mettono fine all'incubo di nove disabili ospiti di una cooperativa dell'Alto Milanese

Maltrattamenti, vessazioni, grida e percosse nei confronti di nove ospiti di una struttura per disabili dell'hinterland milanese: i carabinieri di Busto Arsizio mettono fine all'incubo

Dalle prime ore della mattinata di oggi nelle Province di Varese, Milano e Monza i militari dell'Arma bustocchi, con il supporto dei comandi territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di sette persone (2 da sottoporre agli arresti domiciliari, 2 all’obbligo di dimora e 3 sospensioni temporanee dell’attività di educatore di comunità e di ausiliare socio assistenziale per 6 mesi), tutti gestori e operatori di una residenza per disabili dell’Alto Milanese, ritenuti gravemente indiziati, in concorso fra loro, del reato di maltrattamenti aggravati continuati e, solo per sei di loro, anche del reato di esercizio abusivo di una professione.

Le indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni telefoniche e audio video ambientali, avviate agli inizi del mese di febbraio dalla stazione carabinieri di Castellanza a seguito di denuncia presentata da una operatrice socio sanitaria assunta a tempo determinato dalla onlus, hanno permesso di documentare che gli indagati con responsabilità diversificate che vanno dall’anno 2017 ad oggi, hanno più volte maltrattato nove ospiti adulti affetti da disabilità psichiatriche accertate, sottoponendoli a quotidiane vessazioni e violenze, consistenti in ripetute offese, grida, percosse e strattonamenti, lanci di oggetti e acqua fredda, mancata somministrazione di pasti, nonché sottoponendoli a punizioni fisiche e psicologiche fino a schernirli per i loro handicap.

Le vittime, secondo quanto appurato dalle indagini, erano impiegati anche in mansioni non loro spettanti, come l’esecuzione di operazioni di igienizzazione dei locali (al riguardo è stata accertata l’assenza di stipula di un formale contratto con ditte del settore per le pulizie dei locali di pertinenza della residenza). Inoltre, in carenza delle previste abilitazioni professionali, alcuni degli indagati sono accusati di aver somministrato agli ospiti della comunità farmaci che, seppur oggetto della prescritta terapia sanitaria, sono stati, in talune occasioni, arbitrariamente modificati.

Sempre secondo quanto ricostruito dai carabinieri, spesso le vittime, se non eseguivano in maniera corretta gli ordini impartiti, venivano punite con pratiche ritenute “educative”: se non mangiavano in postura composta venivano obbligati a rimanere seduti con la schiena in posizione eretta, utilizzando un bastone inserito nella cintura e vincolato alla testa tramite una fascia, nonostante lamentassero dolore.

Se al mattino gli ospiti della struttura non si alzavano dal letto con prontezza, veniva gettata loro addosso acqua fredda per svegliarli e venivano lasciati con gli indumenti bagnati per ore; inoltre erano costretti a sostituire il pranzo con la colazione o a saltare completamente i pasti, rimanendo seduti a tavola ad osservare gli altri mentre mangiavano. 

I carabinieri, con l’ausilio dell’Ats di Legnano, hanno anche provveduto a ricollocare tutte le vittime in una struttura idonea, dove riceveranno adeguata assistenza e le cure del caso.

Redazione

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