Ieri... oggi, è già domani | 13 aprile 2021, 06:00

... uno sguardo alla speranza

Dopo i cosiddetti "convenevoli" Giuseppino va dritto al cruccio "ti te ghe non 'na bela cea"

... uno sguardo alla speranza

Quando Giuseppino "parte da lontano" nel discorso, vuol dire che qualcosa lo turba o quel "qualcosa" non gli è congeniale. "A Maria la va ben...la ga  'na bela cea" ed è positivo quel che Giuseppino dice: "la Maria va bene, ha un bel aspetto" e la notizia apre il dialogo. Giuseppino snocciola le prerogative, i meriti si sua figlia Maria e ne è convinto a tal punto di ricordare certi avvenimenti antichi "candu a lauèu dudas'ui al dì, poeu a cò feu ul restu" (quando lavoravo 12 ore al giorno, poi a casa sbrigavo il resto) come era normale per quei Bustocchi d'altri tempi che univano il lavoro di fabbrica con quello "di casa" (orto, campagna, pollaio) e altri piccoli mestieri che si imparavano dai genitori o dai fratelli più anziani.

Dopo i cosiddetti "convenevoli" Giuseppino va dritto al cruccio "ti te ghe non 'na bela cea" (tu non hai un bel aspetto - sei pallido, sicuramente stanco, hai dei pensieri) e quasi mi "sfida" a parlargliene, anche se sa e conosce la mia riottosità  ....  nel senso di .... essere restio a parlarne, per un motivo semplicissimo.... non caricare agli altri, i propri problemi. e ....non farsi commiserare.

Giuseppino si fa serio e tende l'orecchio soppesando ogni mia parola. Poi "mi apro" e (anticipo la fine di quel che ho da dirgli: lui mi abbraccia, quasi a scusarsi per avere dubitato dalla mia "cea" e ad essermi lasciato trasportare dai problemi che sono scaturiti da determinati fatti. Lui, Giuseppino, mi ha sentito dire "il mio giornale" che ora non ho più, .... il cui buon nome è affidato a un'altra gestione .....non con rammarico,  ma per "necessità"... per dire che non si ha più la vitalità d'un tempo e il cuore..... va oltre i ragionamenti e vorrebbe ....quanto vorrebbe riavere la Redazione al completo, la carta stampata, il profumo dell'inchiostro addosso, i fatti da mettere in rilievo, il menabò....quel che c'è da raccontare.

Va dritto al problema, Giuseppino...."tu utsu chelontàr dì a passò foa dàa Redazion vegia.... ti sei a pè e mèn gu dì a Maria ....sal'fò'l Gigi in vesa a dua al lauea" (ti ho visto l'altro giorno transitare fuori dalla Redazione vecchia .... eri a piedi e ho detto a Maria....cosa fa il Gigi verso il luogo dove lavorava) .......sono rimasto attonito per lo stupore, la meraviglia che Giuseppino ha "colto" in me.

L'ho rassicurato, Giuseppino .....nessun rimpianto, nessuna recriminazione ..."l'e teme idè ul fioeu  cresi e 'n dò via....l'è giustu ueghi bèn e propri par chèl a tha egn in menti a giuentù e chèl ca te passò insema" (come vedere un figlio crescere e andare via ....è giusto volergli bene e proprio per quello ti vengono in mente la gioventù e il tempo che hai trascorso insiem).

"Pensa adesso che l'Inform@zioneonline è in buone mani e vivrà sempre nel tuo cuore" ...(me le dice, queste parole, in italiano, Giuseppino) e "dul restu, quanrant'an insema  s'à butan non via" (del resto, 40 anni insieme non si buttano via) e mi ....abbraccia, proprio per dirmi che "l'è a vita" (è la vita)...."impurtanti t'è a ueghi sempar ben" (importante devi volergli sempre bene).

Sono seguiti tanti aneddoti e tante vicissitudini trascorse...alcune dimenticate, altre messe in primo piano, altre ancora da raccontare e da ....motivare, tanto per fare chiarezza e lasciare nulla al dubbio o al caso.  Raccontarle tutte in poche righe, non si può ..... una tuttavia merita  attenzione. Giuseppino quasi si scusa nel raccontarla. Si riferisce ai momenti precedenti alla nascita del giornale...."gheu pagua....àn tentò in tanti, ma han serasù dopo pochi mesi ....ti e i to soci a daghi dentar e purtò'l giurnal a quarant'an  e mo in on line....si stèi brai" (ho avuto paura ....hanno tentato in tanti , ma hanno chiuso i battenti dopo pochi mesi ....tu e i tuoi compagni d'avventura , a lavorare sodo, portare il giornale a quarant'anni di vita e ora in on line.... siete stati bravi). Quanto orgoglio in quelle parole, Giuseppino. ...non riesco a rispondergli. La commozione mi attanaglia la gola sino a farmi respirare a disagio....poi  "fermass non ....scrii i to libar, parla dul Dialettu, ma fermass non" (non fermarti....scrivi i tuoi libri, parla del Dialetto , ma non fermarti). Accenno col capo a un assenso.

Sento le campane suonare, ho in mente un mazzetto di fiordalisi che una persona a me cara mi ha portato in un bicchiere di plastica, un aratro che percuote una zolla, un passerotto a pigolare nel nido, il cielo celeste  e infinito, la musica da un casolare vicino, due ragazzi a tenersi per mano.... le sere in giro a trovare gli avvenimenti, il sorriso dei bimbi, il rispetto per le persone.... la vita che va e la speranza da portare avanti....per non deluderla.

Gianluigi Marcora

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