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Calcio | 17 aprile 2021, 17:41

Pro Patria, sarà la gara dei duelli. Aspettando un segnale speciale

L'allenatore Ivan Javorcic analizza la partita contro la Giana domenica. Bisogna riorganizzarsi senza Lombardoni («Ne uscirà più forte») e restare concentrati. Con l'orgoglio per i 4 anni in biancoblù e un sogno che si fa più vicino: il 2 maggio avere i tifosi, «sarebbe un bel messaggio di speranza»

L'allenatore tigrotto Ivan Javorcic oggi mentre risponde alle domande

L'allenatore tigrotto Ivan Javorcic oggi mentre risponde alle domande

Un tigrotto chiave del quale si è costretti a fare a meno, riorganizzandosi. Un altro che si potrebbe aggiungere non già contro la Giana domenica, ma che porterebbe un grande cambiamento.

Ivan Javorcic analizza la nuova sfida che chiama la Pro Patria, impegnata domenica 18 aprile alle 20.30 nella sua terzultima partita di campionato, playoff a parte. Ma il suo è anche uno sguardo che spazia nel tempo.

Nel segno dei duelli

Non si può non partire da Manuel Lombardoni, dopo l’infortunio e l’operazione subìta ieri (LEGGI QUI). Un pensiero prima di tutto per lui: «Ha fatto un anno di grande livello, è un giocatore intelligente e determinato, ne uscirà più forte». La difesa granitica della Pro Patria ne risentirà? «Per le caratteristiche è uno dei difficili da sostituire, ma già abbiamo fatto ottime partite senza, con Boffelli che si è dimostrato all’altezza in quel ruolo».

La partita contro la Giana sarà nel segno dei duelli, il mister ne è convinto. I dettagli, sempre fattore basilare per domare un avversario la cui distanza in classifica non significa nulla (e considerando la risalita, nonché la carica motivazionale) tanto più in questa fase: «Questo è un campionato nel campionato». Bisogna rimanere concentrati ed esprimere il modello di gioco tigrotto, con l’attenzione, la concentrazione che hanno contraddistinto sempre le sfide vinte.  

Una data anzi due

Ma appunto lo sguardo va avanti e indietro. Per  il mister sono quattro anni nella società biancoblù, e scorrono le foto, insieme all’orgoglio per la propria esperienza e il percorso condiviso: «Un attimo fuggente».

Sono pagine insolite in un calcio così impalpabile a volte, spesso sfilacciato nei valori e nei legami. E a proposito, ecco l’altro giocatore che scalpita per scendere in campo, o meglio vicino. Il pubblico. Cosa significherebbe per Ivan Javorcic se già il 2 maggio, nell’ultima partita di campionato, i tifosi potessero entrare? (LEGGI QUI)

«Cambierebbe parecchio, ho avuto modo di dire quanto la loro assenza tolga al calcio – osserva – Poi sarebbe un bel messaggio che le cose stanno migliorando e stiamo tornando verso la normalità. Un messaggio di speranza».

Marilena Lualdi


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