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Calcio | 18 aprile 2021, 23:07

Per le tigri ferite sfumano le parole. Tranne una promessa: «Siamo pronti»

Parker e Bertoni in ospedale dopo gli infortuni, lo shock del mister e di tutta la squadra, la promessa di Fietta: una domenica dolorosa, ma dove l'identità tigrotta è più forte

Fietta dopo la partita contro la Giana

Fietta dopo la partita contro la Giana

Due tigrotti in ospedale, Parker e Bertoni, e la voce del mister che si smorza prima del solito, tanto gli occhi hanno già detto tutto. 

«Siamo sotto shock, non ho voglia di parlare» spiegherà in conclusione Javorcic. È una domenica strana, quella di un pareggio contro la Giana che è frutto del carattere tigrotto (LEGGI QUI). Una vittoria sfiorata, che sarebbe stata anche meritata, considerando la reazione del secondo tempo. Il cambio di atteggiamento è scattato nell'intervallo. Ma il mister non ci sta a soffermarsi: «Abbiamo subìto due infortuni gravi, meritiamo rispetto, ci stiamo giocando tanto. Per me in questo momento è difficile parlare».  

Parker questa sera è in ospedale per un problema alla caviglia, Bertoni - colpito sul finale - per via della spalla: saranno i prossimi giorni a confermare la situazione. Certo fa male, dopo aver perso Lombardoni settimana scorsa (LEGGI QUI), queste nuove ferite inferte al gruppo tigrotto sono pesanti. 

Forse, dentro il furore di Kolaj, che ha poi pareggiato questa sera, c'è anche questo shock, questa rabbia. 

Niente parole, ma fatti. Fietta rilegge la partita, l'avvio promettente, quel gol avversario che toglie il fiato, il mister che negli spogliatoi trasmette l'atteggiamento giusto. «Così siamo riusciti quasi a vincerla - sottolinea il tigrotto - e comunque a imporre la nostra identità per tutto il secondo tempo». Ma la contentezza si sfalda per la preoccupazione nei confronti dei compagni.

Domani il riposo, martedì si torna a lavorare, più intensamente che mai, anche per loro. Immersi a preparare le prossime due partite, le due conclusive prima dei playoff. Sì, sotto shock, ma con la testa alta. Le ultime parole di Fietta, definitive: «Siamo pronti».

Una promessa, una chiamata al proprio dovere per chi c'è, chi spera possa esserci e chi sarà ancora lontano. Tutti insieme, fortissimamente, la Pro Patria. 

Ma. Lu.


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