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Salute | 19 aprile 2021, 20:31

«A Castano stiamo lavorando alla rinascita, ma prima ci vogliono i vaccini. E devono ascoltare noi sindaci»

Giuseppe Pignatiello racconta un anno di pandemia e le sfide del futuro: «Non possono chiudere il centro di Cuggiono, bisogna vaccinare tutti e noi siamo pronti a collaborare. Le riaperture del 26 aprile? Si diano regole chiare. Noi aiutiamo le imprese, ma hanno bisogno di lavorare»

Il sindaco di Castano Primo, Giuseppe Pignatiello

Il sindaco di Castano Primo, Giuseppe Pignatiello

C’è la rinascita da mettere a fuoco, e passa dallo sport, dai parchi, dalle scuole, dal progetto dell’Expo che Castano Primo coltiva. Ma prima ci vogliono i vaccini, per tutti a partire dai più fragili. Tant’è che il sindaco Giuseppe Pignatiello ribadisce che questa via è fondamentale, e non certo una battaglia politica. Ribadendo che non si può  chiudere il centro vaccinale di Cuggiono, dopo aver completato gli ultraottantenni, e occorre accelerare la campagna. Sul cuore pesano casi di cittadini con più di novant’anni che aspettando il vaccino si sono trovate positivi.

Pignatiello si è trovato ad affrontare la parte finora del secondo mandato, per lo più segnata dalla pandemia, racconta: «Castano ha fatto squadra in maniera importante. Ho cercato di fare il sindaco, come il buon padre di famiglia e moltissimi mi hanno seguito. Ho fornito i dati giornalmente, abbiamo provato a limitare i danni. Ma abbiamo avuto  40 decessi e nella prima ondata abbiamo anche proclamato una giornata di lutto cittadino. Ricordo il silenzio interrotto dalle campane e dalle ambulanze...».

Lei interviene ripetutamente sulla necessità di agire più efficacemente sui vaccini. Come fare?

Bisogna tenere alta l’attenzione. Anche per questo mi chiedo che senso abbia chiudere il centro di Cuggiono. In una situazione dove tantissimi sindaci hanno mandato la comunicazione chiedendo un’attenzione più capillare… Se io sapessi quali sono i miei over 80 non vaccinati, ci vado a parlare uno per uno. Tutti i sindaci nel territorio si sono offerti con strutture, anche se ciò richiede impegno, soldi.  Ma siamo pronti. Ecco, basterebbe ascoltare e confrontarsi con i sindaci. Dimostrare che davvero questa regione è un’eccellenza.

C’è un’altra emergenza, intanto, quella economica. Come la state affrontando?

I negozi non vedono la fine di questo periodo: per fortuna non sono avvenute chiusure. Ora tutti dovrebbero ripartire dal 26, bisogna capire bene quali saranno le regole.  Se le vaccinazioni fossero state svolte in un altro modo, avremo risolto il 90% dei problemi. Ora le polizie locali devono avere in mano norme chiare per andare in giro a controllare.

Ma come avete cercato di sostenere le attività?

Ad esempio stabilito tre anni di gratuità per la tassa occupazione suolo pubblico se le attività realizzano dehors definitivi. Facciamo il possibile, ma la via della ripresa è permettere di lavorare, nelle regole.  Adesso stiamo mettendo a punto un progetto, ancora in embrione, per aiutare a combattere la concorrenza online, che oggi avviene in modo sleale.

Come hanno vissuto invece quest’anno di pandemia le scuole a Castano?

Si è fatto di tutto perché potessero essere aperte e si è intervenuto anche sulle due mense. Intanto con il finanziamento di Regione Lombardia abbiamo acquistato 90 pc da dare ai bambini per la didattica a distanza.

Recentemente avete presentato anche la candidatura a Comune europeo dello sport 2023: la rinascita passa – anche – da qui? 

Sì, è una bella occasione di ripresa. Ricominciare dalle associazioni sportive, che hanno vissuto più difficoltà, come i bambini. Per noi sono aspetti importanti, che migliorano la nostra società. Il campo sportivo, la nuova palestra, la pista d’atletica, tutti questi lavori li stiamo facendo nel periodo di pandemia. Se il bambino ha una struttura migliore, avrà anche un allenatore più qualificato, più opportunità.  Siamo stati contentissimi di essere al Coni con il presidente Malagò, il sottosegretario Vezzali: entro ottobre vedranno le nostre strutture.

Altri sogni di rinascita?

Sì, ci piacerebbe riorganizzare l’Expo, non nella struttura di prima, ma nella zona Nord del Paese. Un luogo dove tutte le imprese, le attività commerciali e non, del territorio si possono incontrare e pubblicizzare per una settimana con incontri, cene… ci stiamo lavorando adesso e speriamo nell’anno prossimo. Poi lavoriamo anche sui parchi e coinvolgiamo i ragazzi in confronti diretti. Vogliamo questa rinascita. Ma prima ci ascoltino sui vaccini. 

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Marilena Lualdi

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