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Sport | 19 aprile 2021, 20:10

Super League? Sì, no o poco importa: «Il calcio vero si respira allo Speroni»

L’annuncio del progetto della Superlega ha scosso il mondo del pallone. Abbiamo chiesto un parere agli addetti ai lavori di casa nostra (dalla presidente della Pro Patria a quello del Legnano) e ai tifosi. Prevalgono i “no”, ma c’è chi va controcorrente e chi da tempo, al calcio delle big d’Europa, preferisce quello più «vero»

Super League? Sì, no o poco importa: «Il calcio vero si respira allo Speroni»

L’annuncio del progetto della Super League con alcuni fra i club più ricchi e famosi d’Europa ha dato vita a un’enorme discussione che ha superato i confini del mondo del calcio. Ne stanno parlando tutti: dai capi di Stato ai semplici appassionati.

L’opinione degli addetti ai lavori…

Il terremoto nel mondo del calcio non scuote direttamente le società che militano in categorie inferiori o dilettantistiche. Ognuno si è comunque fatto un’idea di quello che sta accadendo. E quella di Patrizia Testa, presidente della Pro Patria, non è positiva: «Per etica non esprimo giudizi su quello che avviene in casa d’altri – premette –. Da presidente di una squadra di calcio dico che i miei valori vanno oltre il denaro. Lo sport, per me, non va “usato” per fare soldi. È un mondo che non mi appartiene».

Testa è tifosissima della Juventus, tra i dodici club fondatori della Super League, insieme a Inter e Milan: «Troppo business – ribadisce –. Non è la mia concezione dello sport. Nel nostro piccolo, nella nostra categoria, siamo abituati a elementi più terreni. Certi numeri non mi appartengono. Il calcio sembra diventare più industria che competizione».

Per il presidente del Legnano Giovanni Munafò – anche lui tifoso juventino – i tempi non sono maturi per un progetto di queste proporzioni: «Sono favorevole, ma mi sembra qualcosa di irrealizzabile – afferma il presidente lilla –. È tutto da vedere, bisogna ancora capire la fattibilità di quella che sarebbe una rivoluzione per il sistema calcio. Le società avrebbero più potere e anche i calciatori avrebbero una vetrina ancor più appetibile per gli sponsor. Senza i contributi della Fifa e delle varie federazioni, credo che ci sarebbero troppe difficoltà, soprattutto in periodo di Covid. Prima o poi qualcosa del genere si farà, ma ora mi pare prematuro».

…e quella dei tifosi

«Dal punto di vista dello spettacolo, l’idea potrebbe avere un senso – osserva Umberto Rosanna, medico, già consigliere comunale a Busto, col cuore tinto di nerazzurro –. Ma da quello di un tifoso di una società non coinvolta, il discorso diventa un po’ imbarazzante».

Secondo Rosanna, «credo che alla base di tutto ci sia un discorso economico. Queste società sono in difficoltà e stanno cercando di trovare un modo per uscire dall’impasse. È comprensibile l’atteggiamento della Uefa, che si sente scippata di determinati privilegi. Non riesco a esprimere un giudizio netto. Da tifoso penso che potrebbe esserci più spettacolo, ma io sono interista, probabilmente i tifosi di Roma o Napoli hanno un’idea diversa».

«Dal punto di vista sportivo, è un fulmine a ciel sereno». Così don Giuseppe Tedesco, parroco di San Giuseppe, grande appassionato di calcio e di Milan. «Non entro nel merito della discussione – dice – perché non ho seguito con abbastanza attenzione la vicenda. Di certo, con tutte le tensioni che ci sono in questo periodo, ci mancava solo questa. Si litiga al governo, si litiga nelle Regioni, ora si litiga anche nello sport, che poteva essere un’ancora di salvataggio e un momento di distrazione. Se una riflessione andava fatta, forse si poteva fare più avanti e con maggiore calma».

Il giornalista Giorgio Romussi, oltre a essere un gran conoscitore della storia della Pro Patria, è tifoso del Torino. «La Superlega? Francamente mi sembra una follia»: questa la sua prima impressione. «Approfondendo ne saprò di più anche io, ma mi pare ci sia il rischio di una frantumazione dell’unità del calcio nazionale, nel nostro come negli altri paesi. Juventus, Inter e Milan ovviamente la pensano diversamente. Intanto c’è già stata la reazione dell’Uefa e delle diverse leghe. Credo che bisognerà trovare un compromesso».

«Immagino che tutti siano contrari, io invece sono favorevole – commenta Lorenzo Pisani, super tifoso tigrotto –. Siamo nel 2021, le società avranno fatto i loro conti. Da amante del calcio può essere un’innovazione».
Più in generale, Pisani dà poco peso alla nascita della Super League: «Può starci, ma tanto la mia squadra gioca in Serie C e non credo che parteciperà – scherza –. Da tempo questo non è più il mio sport. Il calcio vero lo respiro ancora allo Speroni».

Riccardo Canetta


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