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Cronaca | 20 aprile 2021, 12:19

La statua del campione del mondo rubata dalla tomba: «Speriamo in un ripensamento, che si ritrovi presto»

A Parabiago tutti sotto shock per il furto dell'opera di bronzo dedicata a Libero Ferrario: è alta circa un metro e pesa 50 kg. I familiari hanno presentato denuncia: «Siamo costernati, per il legame affettivo e simbolico che la statua ha per noi e tutti»

La statua che si trovava sulla tomba di Libero Ferrario al cimitero di Parabiago

La statua che si trovava sulla tomba di Libero Ferrario al cimitero di Parabiago

Un furto ignobile, che fa male alla famiglia, a Parabiago, al mondo del ciclismo e non solo. E una speranza: che chi ha preso la statua di Libero Ferrario, ci ripensi.

Emergono altri particolari sulla scomparsa della statua, che probabilmente è sparita dalla tomba tra il 4 e il 17 aprile, spiega il Comune. Gli eredi se ne sono accorti quando sono andati al camposanto. La dichiarazione di Bibo Libero Rigamonti, nipote del campione del mondo di ciclismo (titolo conquistato nel 1923) fa emergere tutto lo sconcerto: «Volevo verificare i lavori di ripristino della tomba dello zio, nonché sistemare le fotografie dei suoi genitori. È stato in quel momento che mi sono accorto della mancanza del busto in bronzo di Libero Ferrario che intendeva ricordare il campione alla Città di Parabiago e non solo a noi. Ho, quindi, sporto denuncia ai Carabinieri confidando in un ripensamento del gesto che ci ha lasciato basiti».

E afferma ancora: «Siamo davvero costernati dell'accaduto, non tanto per un valore materiale della statua, ma per il legame affettivo e simbolico che ha per tutti: parabiaghesi e noi familiari! Spero si ritrovi presto!».

La statua di bronzo, raffigura il mezzo busto del primo italiano che ha indossato la maglia iridata nel 1923 a Zurigo: è alta circa un metro, pesa 50 kg ed è stata realizzata dallo scultore milanese Alfeo Bedeschi nel 1930. Quell'anno morì Libero, giovanissimo: era nato nel 1901 a Parabiago.

Nel 2023 la sua città celebrerà il grande centenario dell'impresa e la macchina dei preparativi era già in corso. Questa ferita non li ferma di certo, anzi. Ma si spera davvero in un ripensamento di chi ha commesso questo gesto.

 

Ma. Lu.

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