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Legnano | 25 aprile 2021, 13:50

Legnano: «Anche in questa lotta contro il virus la resistenza di popolo è il presupposto per la liberazione»

Il discorso del sindaco Lorenzo Radice: «Devono essere vaccinati i giovani, con dosi robuste di senso della libertà e di uguaglianza, di giustizia sociale e di tolleranza». Ricordando il libro di Centinaio e rivolgendo un pensiero commosso anche alle oltre 100 persone morte in mare

Il sindaco Lorenzo Radice

Il sindaco Lorenzo Radice

Un 25 Aprile carico di riflessioni e confronti con il periodo storico attuale a Legnano. L'ha trasmesso il sindaco Lorenzo Radice nel suo discorso rivolto in particolare ai giovani.

«A causa del virus quello che ci apprestiamo a vivere - ha detto è un altro 25 aprile particolare: è il secondo caratterizzato da restrizioni, ma -cosa ancora più importante- tutti noi speriamo possa essere l’ultimo. Ed è proprio di fronte a questa sfida dalle dimensioni globali contro il coronavirus che ho pensato a due parole cardine del 25 aprile, Resistenza e Liberazione, e a come ci abbiano accompagnato in un anno così particolare. Esattamente come è stato in uno dei momenti più drammatici nella storia italiana del Novecento, anche in questa lotta contro il virus la resistenza –la resistenza di popolo- è il presupposto per la liberazione».

Ieri come oggi la vittoria passa dai giovani: «Voi che siete tra quelli che hanno pagato il prezzo più alto. Certo il prezzo è stato molto molto alto per chi in questi mesi, sopraffatto dal virus, ha perso la vita, e cui va il nostro cordoglio. Ma lo è stato, anche se in misura certamente non paragonabile ai tempi della guerra, per quello che la pandemia ha comportato in termini di restrizioni, di cambi di abitudini, in perdite o allentamenti di relazioni, in termini di danni economici socio-culturali e psicologici».

A un anno abbondante dalla pandemia, ha proseguito, «conosciamo la fatica di resistere, giorno per giorno, alla minaccia di un virus  - e ancora - oggi meglio possiamo capire e sentire nella nostra carne viva cosa deve essere stata la dimensione quotidiana di chi resisteva, quasi ottant’anni fa, per liberarsi dalla dittatura nazifascista. In mancanza, purtroppo, della stragrande maggioranza dei testimoni diretti di quelle vicende, sono tante, per fortuna, le testimonianze sulla Resistenza per avvinarci a quei tempi e aiutarci a conoscerli meglio».

Radice ha ricordato l’ultimo libro scritto dall’ex sindaco Alberto Centinaio, presentato ieri: «A lui e a tutti coloro che dedicano tempo, energie e passioni per far vivere la memoria va il mio, il nostro, grazie.Il libro racconta la storia di Samuele Turconi: negli anni della Resistenza Samuele era un giovane di Mazzafame che si trovò, come tanti suoi coetanei, di fronte a una scelta. E non ebbe dubbi. A guidarlo c’erano convinzioni profonde, valori familiari saldi, non certo il calcolo o la convenienza. Samuele ha guardato al futuro, ha scommesso su un mondo diverso; una scommessa che era rischiosa, che lo ha portato a sfidare la morte, ma una scommessa che andava fatta e che lo ha ripagato».

Aggiungendo: «La sua vicenda, quella di un giovane di poco più di vent’anni a quei tempi, mi ha ricordato quella descritta in una delle mie canzoni preferite. Se ogni generazione, infatti, ha le sue canzoni di riferimento io, fra quelle che si ispirano alla Resistenza, insieme a “Bella ciao!” scelgo Oltre il ponte messa in musica dai Modena City Ramblers con Moni Ovadia. Il testo è una poesia di Italo Calvino in cui la guerra è vista attraverso gli occhi di un uomo che ricorda alla figlia la sua esperienza di partigiano».

Un ricordo poi per «le oltre 100 persone morte in mare, ancora una volta, qualche giorno fa -e  ha detto Radice ancora  Oggi voi giovani, nella pandemia, state sperimentando una situazione mai vissuta prima, che vi ha creato grandi problemi. Il nostro compito è aiutarvi a resistere. Il nostro compito è aiutarvi a trovare una soluzione, a credere nelle vostre capacità e nelle vostre risorse per farcela. Essere buoni maestri: che sappiano ascoltare, motivare, ma anche mettersi nell’ombra quando serve. E questo perché è sempre stata dei giovani, in tutto il corso della storia la possibilità di cambiare le cose, di riscattare se stessi e gli altri. Dei giovani come lo furono, nella lotta di Resistenza, Giuseppina Marcora e Piera Pattani, di cui fra poco, al cimitero monumentale, scopriremo una targa dedicata».

Il futuro si costruisce oggi, e del proprio futuro ognuno è responsabile, ha concluso: «Allora anche il presente, con le scelte che impone, è e deve essere di voi giovani. Oggi non servono certo degli eroi, ma persone responsabili sì; le persone responsabili, infatti, servono sempre, in ogni tempo e in ogni situazione.. - ha sottolineato Radice - Proprio perché la storia non si ripresenta mai con le stesse modalità, il virus del fascismo sopravvive ancora oggi in numerose varianti. Da una minaccia di questo tipo non si è mai immuni per sempre. Dobbiamo essere pronti, dobbiamo essere vaccinati contro le tante forme che questa assume. E contro questa devono essere vaccinati i giovani, con dosi robuste di senso della libertà e di uguaglianza, di giustizia sociale e di tolleranza. E fare questo è un compito di noi adulti».

Redazione

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