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Gallarate | 30 aprile 2021, 17:25

Una “Officina di Cura Urbana” per cambiare Gallarate

«Un progetto civico chiaramente di sinistra». Così i promotori definiscono la nuova realtà che, alle elezioni d’autunno, sosterrà Margherita Silvestrini. Ambiente, inclusione, salute, cultura, diritti e futuro sono i capisaldi emersi durante la presentazione

Il logo di Officina di Cura Urbana

Il logo di Officina di Cura Urbana

Nasce Officina di Cura Urbana, nuova realtà civica che alle prossime elezioni amministrative di Gallarate sosterrà Margherita Silvestrini.
Ambiente, inclusione, salute, cultura, diritti e futuro sono i capisaldi emersi durante la presentazione, in cui è stato mostrato anche il coloratissimo logo di quella che sarà la lista. Anche se, precisano i promotori, non si tratta di un’iniziativa prettamente elettorale destinata a esauristi dopo il voto.

Il nome e i valori

«Un progetto civico chiaramente di sinistra». Così il portavoce Luigi Ambrosi definisce Officina di Cura Urbana. «Noi non abbiamo l’imbarazzo di scegliere da quale parte stare», aggiunge, motivando poi la scelta del nome: «L’officina richiama la necessità di un laboratorio, di una sperimentazione in un momento così complesso, ma si rifà anche al patrimonio di operosità operaia e artigiana di Gallarate. Cura è una parola centrale, riferita all’ambiente e alle persone con cui si convive. Urbana, per rendere più vivibile la città, superando inquinamento e rapporti sociali spesso troppo gerarchici».

Il progetto, non casualmente, è stato presentato tra le date simboliche del 25 aprile e del primo maggio: «Ci riconosciamo nei valori dell’antifascismo e della Costituzione, come faro dell’attività politica – sottolinea Ambrosi – e crediamo che la dignità del lavoro sia ancora al centro della crescita sociale e civica».

Altre parole chiave sono «solidarietà e accoglienza – prosegue – in luogo degli interessi privati. La vicenda Mensa dei Poveri ha fatto emergere logiche di profitto: noi andiamo in direzione contraria».

Alcune idee

Nancy Petrazzolo, l’altra portavoce del gruppo, aggiunge che l’obiettivo di questo laboratorio è «creare una città più vivibile, con un occhio di riguardo per le fasce più deboli, a cui dare risposte basate su serietà e legalità».

Nella stesura del programma, anche ai tavoli convocati da Margherita Silvestrini, “Officina” si è ispirata ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu.

«Sostenibilità ambientale, sociale ed economica – i punti citati da Petrazzolo –. Non ci dovranno più essere Pgt che consumano suolo. Occorre invece puntare una vera riduzione dei rifiuti e incentivare gruppi di acquisto solidale».

Oltra al “no” all’ospedale unico, tra le idee ci sono la realizzazione di «una casa della salute sempre aperta per dare sostegno, fare prevenzione ed educazione sanitaria». Ma anche «una casa delle associazioni e un infopoint turistico che metta in rete Gallarate con il territorio. Ci piacerebbe valorizzare le iniziative già presenti nelle scuole, ampliandole. La settimana dell’intercultura, ad esempio, potrebbe diventare un festival».

Sul fronte dei diritti, «nessuno deve essere escluso», afferma la portavoce, con una particolare attenzione ai temi «dell’abitare, del lavoro dignitoso, della mobilità sostenibile, della socialità e dell’istruzione».

Cambiare insieme ai giovani

«Il progetto – precisa Cinzia Colombo, già assessore – coinvolge persone che, come me, hanno già fatto politica, ma ci sono anche tanti giovani, alcuni dei quali vicini al movimento Fridays for Future».

Proprio la loro sensibilità, secondo i promotori di Officina di Cura Urbana, è un segnale del fatto che qualcosa possa cambiare anche in una città che, nel 2016, ha deciso di puntare sul centrodestra.

«I giovani ci spronano molto su temi come salute, ambiente, diritti sociali e civili – evidenza Colombo –. Cinque anni fa la situazione era diversa».

«L’attuale situazione richiede cambiamenti, a livello locale e globale», aggiunge Petrazzolo. «La strada non può essere quella della paura o della chiusura – chiosa Ambrosi –. I problemi non si risolvono agitando fantasmi. La città è pronta a prendere un’altra strada, aprendosi a tutte le esperienze presenti».

La campagna elettorale di Officina di Cura Urbana sarà – anche a causa della pandemia – molto social. I profili Facebook e Instagram sono già attivi.

Riccardo Canetta

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