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Valle Olona | 30 aprile 2021, 18:20

Il piano di lavoro c’è. Per il campanile di San Giulio si attendono le autorizzazioni

Inviate alla Curia e alla Soprintendenza le ipotesi del piano di lavoro per il campanile della chiesa di Castellanza. Già raccolta quasi metà della cifra necessaria per i lavori grazie alla generosità di Fondazione Cariplo e parrocchiani

Il piano di lavoro c’è. Per il campanile di San Giulio si attendono le autorizzazioni

Tutto pronto per iniziare i lavori necessari per riportare il campanile della chiesa di San Giulio di Castellanza nella sua forma migliore, per l’avvio definitivo si attendono solo le necessarie autorizzazioni.

«Negli scorsi mesi abbiamo eseguito tutte le operazioni diagnostiche necessarie, come ad esempio i carotaggi, e le verifiche della stabilità delle varie parti della struttura – spiega il parroco don Gianni Giudici – il processo è stato un po’ rallentato dalla situazione che stiamo vivendo, ma siamo riusciti comunque a raggiungere questo importante traguardo, che ci ha permesso di presentare tutte le richieste necessarie per procedere con i lavori».

Le indagini preliminari hanno per fortuna rivelato che la struttura portante della torre campanaria della chiesa di San giulio è solida, ma che sono necessari alcuni importanti interventi come quello che interesserà il castello delle campane, che andrà interamente sostituito.

Le campane, che ormai tacciono da tempo proprio a causa di questo inconveniente, dovranno essere completamente smontate per permettere di cambiare l’intera struttura di supporto e solo allora potranno essere rimesse in posizione e sarà possibile tornare ad ascoltare la loro voce che ha accompagnato il paese sin dalla fine del 1948.

Si dovranno fare anche alcuni lavori di manutenzione nella zona che tornerà ad ospitare la croce, che, come tutti ricorderanno, è stata rimossa dopo essersi pericolosamente inclinata nel Natale del 2018.

Anche in questo caso le operazioni saranno agevolate dal fatto che la galleria dove tronerà ad essere collocata è in buone condizioni, ma le aree circostanti richiedono alcune attenzioni per resistere al meglio al passare del tempo.

«Abbiamo mandato alla Curia e alla Soprintendenza le ipotesi del piano di lavoro – prosegue don Gianni Giudici – e ora non ci resta che attendere le necessarie autorizzazioni e la speranza è che il tutto proceda il più velocemente possibile».

Anche perché la Parrocchia di San Giulio ha già raccolto quasi metà della cifra necessaria per i lavori sul campanile grazie alla generosità della Fondazione Cariplo, che ha donato ben 135 mila euro, e a quella dei parrocchiani, che sino ad oggi hanno raccolto 51 mila euro.

«Nel solo giorno di Pasqua – sottolinea il parroco – abbiamo raccolto circa 3 mila euro grazie al gioco di carte legato alla leggenda del campanile che abbiamo creato e ai quadretti che ci sono stati donati; la generosità della comunità è stata veramente notevole».

Grazie alla collaborazione con la fondazione Cariplo, poi, sono nate diverse iniziative legate ai lavori del campanile, e tutte hanno avuto un ottimo riscontro da parte della cittadinanza, anche se alcune hanno dovuto subire qualche aggiustamento con l’avvento della pandemia.

«Abbiamo indetto tre concorsi – racconta don Gianni – uno letterario, uno artistico e uno fotografico; in tutti e tre le opere presentate devono avere come tema la nostra torre campanaria, e a essere coinvolti sono sia i cittadini che i ragazzi delle nostre scuole».

Infine è stata realizzata una mostra sul campanile e sulla sua storia i cui pannelli, per rispettare le normative attuali, sono stati esposti nella piazza antistante la chiesa di San Giulio per poter essere accessibili senza rischio alla maggior parte della popolazione.

«Abbiamo inserito anche dei contenuti multimediali a cui è possibile accedere grazie a un QR code posizionato sui pannelli – conclude don Gianni Giudici, ed è possibile anche seguire lo stato dei lavori sul sito della parrocchia all’indirizzo www.cpcastellanza.it/cantieresangiulio.
Quella che quasi tre anni portò a rimuovere la croce dal campanile fu certo una disavventura importante, e l’intera comunità non vede l’ora che torni al suo posto, ma devo dire che ha rappresentato anche l’occasione di effettuare un controllo più approfondito che ci ha permesso di fare degli interventi che faranno sì che la struttura sia sicura e stabile anche per molti anni in futuro».

Loretta Girola

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