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Busto Arsizio | 03 maggio 2021, 08:30

Mascherine, un'alleanza del territorio per proteggere dal virus

La FenGarments di Gallarate si è unita al laboratorio Bpsec di Magnago e allo studio A&A di Busto per produrre dispositivi certificati, tutti made in Italy. Realtà che hanno investito e assunto, nonché donato oltre 11mila mascherine

Da sinistra Barbone, Dragonetti e Albè

Da sinistra Barbone, Dragonetti e Albè

Più di undicimila mascherine made in Italy  – tra adulti e bambini - certificate e donate a realtà della zona: questa la partita di cui si va ancora più fieri. Ma FenGarments di Gallarate, il laboratorio Bpsec di Magnago e lo studio legale A&A (con diffusione nazionale e sede a Busto Arsizio) mostrano anche una pagina che si può racchiudere in una parola: insieme. Perché   - affermano le tre realtà rispettivamente con il direttore Paolo Dragonetti, il direttore Daniele Barbone e l’avvocato Gianluca Albè - «lavoriamo tutti su questo territorio di cui esprimiamo il fare e il fare bene». Il valore aggiunto, anche un po’ rivoluzionario in questo Paese, è proprio aver unito le forze.

Investire, non fare cassa

Di fronte all’emergenza, dopo un primo impatto il lockdown, si è deciso di agire sui dispositivi di protezione FFP2 con una visione che andava oltre il far cassa subito: «Noi siamo un’azienda leader nell’abbigliamento con le grandi firme – premette Dragonetti – La nostra politica aziendale è la qualità e con il team si è deciso di fare altrettanto con le mascherine, investendo su questo fronte». Di qui il lavorare insieme con il laboratorio Bpsec. L’avvocato Albè indica i diversi comportamenti: «Abbiamo seguito le aziende del territorio, alcune hanno prodotto mascherine per restare aperte durante il lockdown, qualcuna l’ha fatto per trarne anche un vantaggio economico con scelte aggressive, e quando il mercato è passato a scelte più ponderate è uscita. Che cosa è successo in questo caso? Qui abbiamo un prodotto con dietro una scelta tecnologica, di design. Ma in effetti l’altro elemento è il tratto comune, con l’attenzione al territorio».

Oltre il business, ecco l’impegno per le comunità locali: dal Piccolo principe al progetto Pollicino di Busto, dalla Fondazione Colleoni di Castano alla Fondazione Mario Lampugnani di Nerviano. E ancora, l’istituto La Provvidenza di Busto, il Villaggio Amico di Gerenzano, le scuole e il Comune di Vanzaghello, l’ospedale di Legnano (LEGGI QUI) e altri enti ancora.Una strada intrapresa insieme nel segno delle competenze.

Il confronto

Alla FenGarments, ci sono una quarantina di dipendenti, con assunzioni anche recenti e cinque capannoni. Bpsec è nato a Samarate nel 2006, poi si è trasferito a Magnago, scegliendo di andare a prendere giovani laureati, anche prima del completamento degli studi: «Abbiamo venti tecnici, una realtà media. I nostri competitor sono molto piccoli o colossi. Una misura che cerchiamo di tenere, la nostra, succede che i tecnici crescano da noi e poi facciano il salto, ma cerchiamo di trattenere tutti quelli che possiamo. Per questi test specifici, non è stato necessario attingere a competenze esterne. Le mascherine, non si producevano più, ma noi già avevamo queste competenze e le abbiamo tirate fuori».

Bpsec è infatti specializzato in servizi per l’ambiente, sicurezza dei prodotti e dei cicli produttivi, con prestazioni su misura dedicate al settore pubblico e industriale. Sulle mascherine già era in prima linea, per la protezione sugli ambienti di lavoro. Le donazioni sono una cosa seria: un gesto di solidarietà che però nella lotta al virus passa dalla serietà del prodotto.

Al team impegnato nel progetto ha fatto piacere che si svolgessero ulteriori test, capaci di confermare la bontà del prodotto. 

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Marilena Lualdi

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