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Varese | 03 maggio 2021, 18:46

Quattro campi da paddle e una pista ghiaccio provvisoria. Ecco il progetto dell'antistadio

Un operatore privato ha presentato la sua proposta di riqualificazione dell'area che prevede anche la posa di una pista del ghiacco provvisoria, ma le ridotte dimensioni (40x20 metri) non consentiranno comunque agli atleti di allenarsi

Quattro campi da paddle e una pista ghiaccio provvisoria. Ecco il progetto dell'antistadio

Varese terra di basket, canottaggio e in futuro anche di paddle. Dopo i campi che saranno realizzati nel nuovo Palaghiaccio riqualificato, altri 4 verranno creati all'antistadio. Per chi comprensibilmente non conosce lo sport, si tratta di una sorta di tennis, che si gioca in coppia, in un campo delimitato da pareti che consentono alla pallina di rimbalzare. 

Un soggetto privato ha proposto all'amministrazione di riqualificare l'area dell'antistadio inserendo quindi i quattro campi, più una pista del ghiaccio provvisoria, «che risponderebbe alle esigenze delle associazioni sportive - ha detto l'assessore Andrea Civati -, ospitando tutte le attività di avviamento agli sport del ghiaccio». Peccato che le associazioni stesse abbiano già anticipato l'inutilità di una pista di dimensioni così ridotte, 40x20 metri

Non era comunque questo l'argomento della commissione, seppur la rivelazione delle dimensioni della pista era la notizia che le società attendevano con maggiore speranza. La commissione era chiamata ad esprimersi nel merito dell'intero progetto di riqualificazione dell'antistadio. Una proposta che poi dovrà essere messa a gara, nel caso un altro operatore proponga una soluzione migliorativa. 

L'intervento ha sollevato parecchie perplessità, a larga maggioranza, sia politica che tecnica e il dibattito in commissione si è scaldato parecchio. L'architetto Angelo Del Corso, presidente della consulta per la qualità urbana, si è detto perplesso dal progetto. «Il fatto che sia un'area non utilizzata non giustifica il fatto che vengano realizzate tre piazze di carattere cementizio. Sono campi invadenti, con entità volumetriche rilevanti e un'altezza all'apice di 11 metri. Strutture di questo tipo in altre città sorgono in edifici dismessi, senza modificare nulla».

Altrettanto perplesso il consigliere leghista Fabio Binelli. «L'area è identificata per attività di interesse pubblico, quindi discutibile di per sé l'oggetto della proposta. La pista dovrebbe poi rappresentare un contentino per le associazioni, ma così non è. Sembra una scusa per dare l'avvio ad un'iniziativa commerciale. Questo intervento porterà inoltre un aggravio del carico della sosta in un'area già congestionata».

Sentite le dimensioni della pista anche i consiglieri Simone Longhini (Forza Italia), Valerio Vigoni (Lista Orrigoni) e il delegato di Varese Ideale hanno rispedito il progetto al mittente: «Facciamo nostre tutte le riflessioni precedenti  - hanno detto - e ci soffermiamo sul carattere sportivo dell'intervento: la riqualificazione dell'antistadio nasce per dare una risposta alle associazioni del ghiaccio e in questo modo non lo si sta facendo. La pista ghiaccio non servirà né per gli allenamenti, né per le partite quindi non vediamo l'urgenza di procedere con questo progetto».

Contraria anche la consigliera Elena Baratelli (Varese 2.0) che ha aggiunto: «Non tocca a noi potenziare l'offerta sportiva favorendo un privato. Un'amministrazione di sinistra non può continuare a dare aree in mano ai privati».

Enzo La Forgia (Progetto Concittadino), pur condividendo le osservazioni dell'architetto Del Corso sulla cementificazione, è stato l'unico, insieme naturalmente ai colleghi del PD, a ritenere il progetto necessario: «Non sarà il progetto ideale, ma permetterà di supplire in parte alle esigenze delle società sportive».

«Il percorso di questo progetto è particolare - ha sottolineato l'assessore Civati - Deriva da una progettazione privata, da un soggetto interessato a prendere in gestione un bene pubblico che fa una proposta di paternariato pubblico -privato. La sostenibilità economica del progetto non permette di installare una pista di dimensione maggiori e lo abbiamo visto con il fallimento dei bandi precedenti. E' un investimento da più di un milione e mezzo di euro che l'amministrazione non ha. Non sarà la miglior struttura temporanea possibile, ma questa è l'unica e un compromesso va fatto».

La maggioranza ha anche insistito sulla possibilità di recupeare un'area dello stadio da tempo dimenticata, «che si inserisce in un progetto unitario di creazione di poli multidisciplinari - ha detto anche l'assessore De Simone - Il calcio svolgerà la maggior parte delle sue attività alle Bustecche, dove sta nascedo un'altra area che sarà completamente riqualificata». L'intervento è stato comunque approvato dalla commissione e sarà discusso in consiglio, grazie ai voti di Pd, Progetto Concittadino e «seppur con qualche perplessità» del consigliere Valerio Crugnola, anche dalla Lista Galimberti.

La commissione ha approvato anche il progetto unitario delle Bustecche, che diventerà la casa del Varese calcio (leggi QUI)

Valentina Fumagalli

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