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Scuola e ricerca | 06 maggio 2021, 16:22

Marisa Ferrario Denna: una voce su Wikipedia e, forse, un’opera omnia

Sulla poetessa di Busto, ricordata a cinque anni dalla scomparsa, si è incentrato il primo incontro della rassegna "Donna, mistero senza fine bello". L’assessore alla cultura: una carezza postuma. Il professor Raffo: perché la si conosce così poco?

Il professor Raffo legge i testi di Marisa Ferrario Denna

Il professor Raffo legge i testi di Marisa Ferrario Denna

C’è voglia di riscatto, intorno alla figura di Marisa Ferrario Denna. Mai la si è percepita così forte come al primo incontro della rassegna "Donna, mistero senza fine bello", ospitato ieri, 5 maggio, dalla biblioteca di Busto. Troppo preziosa la sua opera. Troppo scarsa la valorizzazione che, a dispetto della stima unanime per la persona e l’artista, le si garantisce.

Da dove partire? Da una certezza, annunciata dall’assessore alla Cultura, Manuela Maffioli: «Grazie alle competenze delle nostre bibliotecarie, stiamo lavorando alla creazione di una voce dedicata a Marisa su Wikipedia. Non è un’operazione semplice perché dobbiamo realizzare qualcosa che sia alla sua altezza. Intanto, con questo incontro, le regaliamo una carezza postuma».

Di lì a poco, è stato il professor Silvio Raffo, amico dell’autrice, profondo conoscitore dei suoi versi e relatore dell’incontro, a rilanciare. Spinto, in parte, dalla necessità di leggere i componimenti di Marisa Ferrario Denna passando di volume in volume, ha proposto: «Bisognerebbe pubblicare la sua opera omnia». Possibile che l’auspicio abbia trovato ascoltatori sensibili.

Raffo ha guidato il pubblico, con letture e analisi, lungo i nuclei tematici dell’autrice: la donna tagliata, immersa nel dolore, una certa orfananza, soprattutto nel rapporto col padre, reciprocità e familiarità femminili, l’angelo amante. E poi la forma: «In alcuni suoi componimenti, le rime occhieggiano: rime bambine/fate turchine» ha citato, per poi ricordare la prevalente “petrosità” dei suoi versi. Anche se, ha aggiunto Raffo, «… nella sua poesia il sublime si maschera di humilis».

Ancora, il docente ha ricordato le fonti d’spirazione di Marisa Ferrario Denna, dalle opere d’arte a figure femminili (Isabella Morra, Dorothy Parker, Artemisia Gentileschi), la sensibilità nella lettura (di testi propri e altrui), le qualità di un’insegnante forse disillusa, mai rancorosa (“Miei scolari chimici tintori”: «Quando te ne andrai / non porterai di me / neppure un ricordo. / Tutto farai sbiadire / al primo candeggio / nella ditta di tuo padre).

«Perché la si conosce così poco?» si è chiesto Raffo. «Non lo so, – la risposta – magari ci sarà qualche miracolo che la farà leggere di più».

Applausi in sala. Pochi, perché le misure restrittive dovute alla situazione sanitaria hanno giocato un ultimo tiro: il contingentamento di un pubblico che avrebbe potuto essere più numeroso. Ma qualcosa, forse, sta per cambiare.

Prossimi appuntamenti, tutti alle 18.30 sul canale Youtube della biblioteca Gian Battista Roggia: 6 maggio (Alda Merini), 7 maggio (Maria Luisa Spaziani), 8 maggio (Antonia Pozzi).

Stefano Tosi

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