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Valle Olona | 06 maggio 2021, 08:58

“Soli seppur connessi, nuove forme di solitudine negli adolescenti”

L’appuntamento è alle 21 di giovedì 6 maggio. Approfondimento tra scuola e genitori per confrontarsi su quest’attualissima tematica. Organizza l’associazione Don Pino Onlus che da anni collabora nel dopo-scuola con le medie ed elementari di Olgiate Olona

“Soli seppur connessi, nuove forme di solitudine negli adolescenti”

Una delle opportunità che la pandemia ha portato via ai ragazzi di Olgiate Olona è quella di partecipare al dopo scuola organizzato dall’associazione Don Pino. La Onlus del paese da anni collabora con le medie Dante Alighieri e con le primarie Ferrini, offrendo agli alunni un luogo piacevole e sicuro per studiare e fare i compiti.

«Da diversi anni ci occupiamo di organizzare un dopo scuola per gli alunni delle medie e per quelli delle Ferrini che non fanno il tempo pieno – spiega la presidente dell’associazione Daniela Marmonti – ma dall’inizio della pandemia questo non è stato più possibile».

L’associazione olgiatese non si è persa d’animo e ha cercato di capire come mantenere anche in questo periodo di “distanziamento” la vicinanza alle scuole, ai giovani e alle famiglie che ogni giorno affrontano nuove ed impreviste difficoltà.

«Abbiamo pensato di fare qualcosa per mantenere i contatti con i genitori e i professori delle scuole medie – prosegue Marmonti – per questo abbiamo organizzato, con il supporto della scuola, una serata per le famiglie in questo periodo sempre più complicato».

L’appuntamento è alle 21 di giovedì 6 maggio quando si svolgerà l’incontro (virtuale): “Soli seppur connessi, nuove forme di solitudine negli adolescenti”, durante il quale la professoressa Donata Canavesi e la dottoressa Elisa Brazzelli aiuteranno i genitori ad approfondire quest’attualissima tematica.

«Si tratta di una chiacchierata per aiutare gli adulti a comprendere i disagi che la situazione attuale sta facendo nascere nei nostri giovani – sottolinea la presidente dell’associazione don Pino – dando loro modo di capire cosa stanno vivendo e quali difficoltà stanno incontrando a causa del distanziamento sociale».

La mancanza di socialità e i timori legati al contagio, infatti, con il passare dei mesi stanno pesando sempre di più sulla psiche di tutti, e in particolare su quella dei ragazzi ai quali viene chiesto, per non mettere in pericolo la loro salute e quella di chi li circonda, di rinunciare a quasi tutte le forme di socialità che non siano virtuali.

«Ultimamente sono sempre di più gli alunni che chiedono di accedere allo sportello di ascolto per parlare con la nostra psicologa – rimarca la professoressa Donata Canavesi – poiché la situazione in cui ci troviamo sta facendo nascere nuove forme di solitudine che influiscono sempre di più sulla quotidianità».

I ragazzi si trovano ad avere a che fare con una situazione mai vissuta prima, che li vede costantemente connessi gli uni agli altri grazie alla tecnologia ma fisicamente sempre più isolati; questo porta alla nascita di situazioni di disagio che anche i genitori sono impreparati a riconoscere e ad affrontare data la loro eccezionalità.

«I nostri giovani si stanno disabituando ad uscire di casa – prosegue la professoressa Canavesi – hanno paura di lasciare le mura domestiche e di entrare in contatto con gli altri; sono sempre più “connessi”, si perdono in un mondo “virtuale” che iniziano a confondere in maniera preoccupante con quello “reale”, perdendo la capacità di fare le necessarie distinzioni».

L’aiuto per affrontare queste problematiche può venire solo dalla famiglia e dai genitori, che devono essere in grado di riconoscere sin da subito i primi segni dell’insorgere di un disagio e sapere come intervenire in maniera efficace per supportarli al meglio.

«È necessario che gli adulti imparino a capire quando e come intervenire – conclude Donata Canavesi – ma la situazione è nuova anche per loro, e quindi è importante imparare quali siano i segnali a cui fare attenzione e quali siano le difficoltà a cui stanno andando incontro i nostri ragazzi. Questo è proprio lo scopo della serata che è stata organizzata con l’Associazione Don Pino, a cui speriamo che i genitori partecipino numerosi».

Loretta Girola

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