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Busto Arsizio | 11 maggio 2021, 18:21

Caso Accam, la coalizione di Ferrario replica a Maggioni: «Parallelismi errati per ottenere titoli ad effetto»

Dopo la manifestazione contro l’inceneritore, il candidato sindaco del Pd aveva citato il caso di Parma. «Associazione sbagliata nella forma e nei contenuti», scrivono in una nota Amanda Ferrario, lista Noi con Lei, 5 Stelle e Verdi. Che aggiungono: «Il nostro faro sono la tutela della salute e il bene pubblico»

La candidata sindaca Amanda Ferrario

La candidata sindaca Amanda Ferrario

Dopo la manifestazione contro l’inceneritore di sabato scorso (leggi qui), Amanda Ferrario e la coalizione che la sostiene intervengono con una nota per sottolineare la buona riuscita dell’evento e replicare alle parole del candidato sindaco del Partito Democratico Maurizio Maggioni.

La candidata, insieme a lista Noi con Lei, Movimento 5 Stelle e Verdi-Europa Verde, segnala in primis «il grande successo della manifestazione promossa dai comitati No Accam e da Legambiente, che hanno riempito piazza Santa Maria, nonostante i timori per gli assembramenti, per difendere la nostra salute nel rispetto di tutte le misure di sicurezza».

Quindi la risposta alle parole di Maggioni (leggi qui) che, si legge nella nota stampa, «ha inteso polemizzare con le amministrazioni a guida 5 Stelle», con un riferimento al caso del sindaco Pizzarotti. «Gli rispondiamo perché il messaggio che associa gli inceneritori di Parma e di Busto Arsizio è sbagliato nella forma e nei contenuti. Il sindaco Pizzarotti viene eletto nel 2012 e fa partire la raccolta porta a porta dei rifiuti urbani; da anni è lì in cantiere un inceneritore di ultima generazione, voluto dalle precedenti amministrazioni e in gestione a Iren: essendo un progetto discusso ad ogni livello istituzionale e pubblico, con contratti già stipulati, fu impossibile bloccare la sua realizzazione».

La coalizione ripercorre la vicenda di Parma, sottolineando la riduzione delle tonnellate annue smaltite, a dimostrazione che «anche in presenza di un impianto costruito con ingente capitale è comunque possibile coniugare le logiche di “tutela ambientale” e “gestione sostenibile dei rifiuti” bruciando meno del previsto».

Per Ferrario e i suoi sostenitori, «assai più simile al “caso Accam” è invece quello di Livorno, dove il 2 maggio 2019 il sindaco cinquestelle Filippo Nogarin annuncia la chiusura definitiva del locale inceneritore a fine 2021, impianto realizzato nel 1973. Oggi Livorno è amministrata da un sindaco di coalizione di centrosinistra che prosegue il percorso di Nogarin».

Il riferimento è alla nota riportata sul sito istituzionale del Comune di Livorno (leggi qui).

«Obiettivo della coalizione che presenta Amanda Ferrario sindaca è di far crescere la raccolta differenziata in qualità e in quantità – prosegue il comunicato – trattare le frazioni differenziate in loco e di lasciare al tavolo di Piano Regionale dei Rifiuti il compito di affrontare il tema dello smaltimento dell'indifferenziato con criteri di equità e vicinanza. Fondamentale è per noi evidenziare la scelta convinta di abbracciare i principi dell'economia circolare, di iniziare a mettere le basi per il suo green new deal, delineato anche nel progetto di Pnrr. Il messaggio che vogliamo comunicare a tutta la comunità, sia bustese sia dei soci del consorzio di Accam, nonché dei comuni dell’Altomilanese soci di Amga, è che quando è ferma la volontà positiva le soluzioni si trovano. Bisogna avere come nostro faro la tutela della salute e il vero bene pubblico, piuttosto che costruire parallelismi errati per ottenere titoli ad effetto. Gli elettori saranno giudici delle competenze in materia di programmi per la città, e noi ci dimostreremo preparati come su questo tema specifico».

Redazione

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