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Busto Arsizio | 11 maggio 2021, 19:00

L'OPINIONE. La rinascita di Busto deve passare anche dalla Pro Patria

Ringraziare davvero i tigrotti significa condividerne la strada. Hanno dato prova di serietà e valori solidi anche nel periodo tempestoso della pandemia: non si può non ripartire anche da loro e (finalmente) allearsi con il progetto della società

Abbracciati alla Pro Patria: la rinascita passa da qui (foto di Marco Giussani)

Abbracciati alla Pro Patria: la rinascita passa da qui (foto di Marco Giussani)

Avvertiamo una gran fretta di rinascere e ne abbiamo tutte le ragioni, dopo un anno abbondante tra due virus, il Covid e la paura.

Le aziende affrontano spesso prove di risalita e così ogni mondo, a partire dal più silenziosamente e drammaticamente colpito, la cultura. Ce n'è poi uno del quale è importato poco o niente ai massimi sistemi, concretamente: lo sport. Hanno sofferto i piccoli, con pochi riferimenti, e più a livello locale. 

Non è stato facile del resto neanche per la società simbolo del territorio, quello per cui siamo (ri)conosciuti storicamente in tutt'Italia: la Pro Patria. In queste ultime settimane abbiamo sognato insieme di fronte al prodigio targato 2020-2021, con la salvezza conquistata in netto anticipo che si trasformava in playoff per la B e la possibilità di sognare. Sì, il sogno ci stava e meritava la lotta, purtroppo fermatasi al primo turno (LEGGI QUI).

Ma adesso è la realtà che richiede la stessa attenzione. Anzi di più.

In questi anni la Pro Patria ci ha condotto in questo paradiso che non è artificiale, bensì nutrito di sacrifici, pazienza, valori, spirito di squadra: insomma, qualcosa che ci assicurano spesso essere fuori moda, e non solo nel calcio. 

Ora che i playoff sono già finiti, mastichiamo tutta l’amarezza dei tigrotti. Non perché ci vedessimo già piazzati nella categoria superiore, ma perché proseguire almeno un poco questo percorso sarebbe stato perlomeno una forma di giustizia. Una giustizia educativa, di fronte a una squadra che spinge i giovani a rispettare le regole, comportarsi bene, studiare, coltivarsi un futuro. Ma di educativo, nel calcio che ogni tanto si illumina al balenare di parole come “super”, c’è ancora troppo poco.

Perché crederci ancora, dunque? Perché lo sport è questo stile, forgiato dalla Pro Patria e da tante società bustocche che non hanno la minima vetrina.  Perché nonostante il fracasso della roulette russa dei playoff, noi sentiamo bene dentro il silenzio del lavoro: la via giusta è questa, e se non lo capiamo dentro oppure (speriamo presto) oltre una pandemia, siamo messi male. 

In questi giorni, i tifosi hanno espresso tutta la loro riconoscenza. Con le parole e i fatti, aderendo il più possibile a ogni iniziativa di sostegno della Pro Patria.

Ecco adesso, oltre al grazie, è tempo di vedere i fatti anche da altri. Ma come – sentiamo immediatamente nell’aria il ritornello, che viaggiava già comodo nel periodo delle vacche un po' più grasse, figurarsi se non si materializza adesso  – in questi tempi complicati dobbiamo metterci a investire sul calcio? Sì, perché questo non è “il calcio”, affare generico e plurimilionario che domina spesso lo schermo.

Questa è la Pro Patria.

Questo siamo noi, ciò che da cui veniamo e dove potremmo ancora dirigerci. La rinascita dopo la pandemia deve avvenire da ciò che è apparso più forte anche del virus, i valori appunto. La capacità di ritrovarsi, di progettare il futuro, partendo dalle radici, senza scorciatoie, e investendo sui giovani.

Una persona, che si era allontanata per tristi e mai abbastanza lontane esperienze dallo Speroni, nelle scorse settimane ci ha confidato: «Ho visto tutti quei ragazzi allenarsi dietro allo stadio, questo è il futuro, questa è la Pro Patria che conoscevo e che mi piace!». Sì, la Pro Patria, quella che conoscevamo, è tornata, e da un pezzo. Grazie a una donna  - Patrizia Testa - che si è caricata sulle spalle gli oneri, senza trovare una folla di mani pronta a condividere quel cammino. Adesso, se la rinascita di Busto e del territorio avverrà, deve passare anche da qui

Lavorare con la Pro Patria e costruire insieme,  significa aiutare Busto a imbastire un futuro migliore. Come e quando, ciascuno in coscienza lo sa: non possono essere unicamente e sempre i soliti noti. Altrimenti, di questa annata si parlerà, sì, dell'impresa che la Pro di Testa, Turotti, Javorcic  con i tigrotti ha messo a segno sfiorando un traguardo impensabile.

Di Busto no, rimarrà una comparsa sullo sfondo in cerca di un ruolo.

Marilena Lualdi


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