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Cronaca | 13 maggio 2021, 14:04

Gallarate, minacciano il broker con una testa di ovino: due in manette per estorsione

Un 55enne residente alle Canarie e un 75enne di Torino sono stati arrestati dalla Squadra Mobile per aver minacciato a più riprese un promotore finanziario: volevano ottenere la restituzione di 575 mila euro

Gallarate, minacciano il broker con una testa di ovino: due in manette per estorsione

Nella notte tra il 10 e l’11 maggio, al termine di un’articolata attività d’indagine delegata dalla Procura delle Repubblica di Busto Arsizio, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione ad una ordinanza dispositiva della custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Busto Arsizio nei confronti di due pregiudicati, un italiano nato in Svizzera di 55 anni che vive a Gran Canaria, in Spagna, e un 75enne residente a Torino, entrambi accusati di estorsione nei confronti di un faccendiere gallaratese che si era proposto quale promotore finanziario.

L’attività di indagine ha preso avvio nell’agosto del 2020 a seguito della consegna da parte di uno sconosciuto, con evidente intento intimidatorio, di una testa di ovino a Gallarate presso la residenza degli anziani genitori del broker i quali, spaventati dell’accaduto, avevano chiamato il numero unico di emergenza 112, riferendo al personale intervenuto che un analogo episodio era accaduto uno o due mesi prima, ma nell’occasione non avevano chiamato le forze dell’ordine.

La Squadra Mobile di Varese ha quindi iniziato ad indagare scoprendo che il vero destinatario degli atti intimidatori era il figlio degli anziani coniugi, resosi irreperibile anche agli investigatori e che, per sottrarsi agli estorsori nel timore di gravi conseguenze, facendo credere di trovarsi nell’est Europa, in realtà si nascondeva in un appartamento di Gallarate impegnato in svariati “affari” per recuperare le somme richieste.

L’indagine è stata avviata ricostruendo il passato e gli affari in cui la vittima era coinvolta, proseguendo con servizi di osservazione, analisi dei flussi finanziari (grazie all’ausilio della Compagnia della Guardia di Finanza di Gallarate) e indagini informatiche che hanno portato a indagare il 45enne in quanto ritenuto il “mandante” degli atti intimidatori commissionati a distanza dall’isola di Gran Canaria e il pregiudicato torinese quale autore materiale, del quale sono stati ricostruiti minuziosamente tutti i movimenti.

L’indagine eseguita ha permesso di riscontrare continue minacce nei confronti della vittima ed almeno quattro gravi atti intimidatori: la consegna di una testa di animale nel giugno 2020, analoga consegna l’8 agosto 2020, il recapito di un video che riprendeva la casa dei genitori nel settembre 2020 e pochi giorni dopo il recapito sul balcone di casa di una tanica con 6 litri di benzina, con il rischio che l’accensione potesse causare gravi conseguenze non solo all’immobile.

Inoltre l’indagine ha permesso di delineare i motivi delle intimidazioni: un contesto estorsivo maturato nell’ambito degli “affari” che la vittima intratteneva con il pregiudicato delle Canarie, ed ha fornito evidenze delle faccende di dubbia liceità che egli curava, in particolare di intermediazione finanziaria commerciale con operazioni per conto terzi su conti esteri, relativi apparentemente a grandissime somme.

Gli autori del reato, dopo aver concordato nel giugno 2019 un vago accordo affaristico per investimenti immobiliari e finanziari con il faccendiere, che garantiva guadagni grazie a movimentazioni speculative di denaro o titoli su piazze bancarie orientali, a fronte del mancato profitto, hanno richiesto la consegna di almeno 575 mila, in parte ottenuti.

La Squadra Mobile di Varese ha infatti individuato l’avvenuto versamento di almeno 112 mila euro in varie "rate" di cui una nella quota di 100 mila euro corrisposta mediante trasferimento di valuta tra istituti di credito da un conto nella disponibilità di una società albanese in affari con la vittima a conti correnti, intestati ad una società italiana ed una spagnola, controllate dall'italiano residente alle Canarie.

Sulla base della ricostruzione fatta, la vittima era riuscita ad ottenere la transazione da 100 mila euro, facendola figurare quale suo compenso frutto della mediazione da lui fatta tra la società albanese ed una italiana poi (separatamente) coinvolta in un’indagine di altra Procura della Repubblica per una truffa nella fornitura di materiale medicale per affrontare l’emergenza pandemica.

Con la ricostruzione offerta, il pubblico ministero ha richiesto l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che il gip di Busto Arsizio ha accolto e che la Squadra Mobile ha eseguito nella notte tra lunedì e martedì scorso a Torino dopo un'ulteriore attività di indagine finalizzata a rintracciare in particolare il mandante, che si trovava sporadicamente e per pochi giorni in Italia da dove sarebbe subito ripartito alla volta delle Canarie.

Redazione

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