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Economia | 13 maggio 2021, 14:52

Nell'Alto Milanese prove di crescita: meccanico e chimico-plastico i settori più dinamici

La manifattura nel primo trimestre vede un incremento della produzione per il 44% delle imprese. L'ombra dei rincari delle materie prime

Nell'Alto Milanese prove di crescita: meccanico e chimico-plastico i settori più dinamici

Segnali di miglioramento nel primo trimestre per la manifattura dell'Alto Milanese. In particolare per i settori meccanico e chimico-plastico. Lo rende noto il Centro Studi di Confindustria Alto Milanese.

Rispetto all'ultima rilevazione dello scorso anno,  la produzione industriale è risultata in crescita per il 44% del campione: solo un'impresa su cinque ha dichiarato un calo.

I risultati

Nel complesso, il grado di utilizzo degli impianti è stato soddisfacente, spiega Confindustria Alto Milanese. In miglioramento il fatturato come pure il flusso di nuovi ordinativi, molti dei quali dai Paesi asiatici a partire dalla Cina. Il 45% circa delle aziende ha riscontrato un aumento delle vendite, il 20% registra stabilità, il 35% una diminuzione. Le commesse sia estere sia interne - si sottolinea ancora - hanno mantenuto una certa tonicità.

Sono proseguiti però i rincari delle materie prime ad alimentare le preoccupazioni: questo soprattutto per metalli e prodotti chimici. I rialzi sono stati trasferiti solo parzialmente sui listini di vendita, il che porta inevitabili pressioni sulla marginalità. In ogni caso sale la propensione a investire con il 58% delle imprese che ha pianificato spese per il prossimo semestre (contro il 45% della precedente rilevazione). Nessuno cambiamento sui livelli delle scorte e quelli occupazionali. 

I comparti

Ma i settori? Come si accennava, la produzione industriale cresce per il 50% delle imprese meccaniche intervistate e cala solo per l'11%. Tendenza positiva inoltre per fatturato e portafoglio ordini interno ed estero. Da notare anche in lieve salita i livelli occupazionali. Il 72% delle aziende pensa a un accrescimento di fatturato per i mesi futuri, in misura superiore rispetto alla media del campione. Ancora, si è mantenuta stabile al 56% la quota di imprese che intende acquistare macchinari e impianti.

Il dinamismo qui è evidente. Ma i settori tessile e calzaturiero? Questi vedono produzione e fatturato in leggero sviluppo. Il flusso di nuovi ordinativi italiani ed esteri è risultato in progresso rispetto allo scorso periodo. Anche qui crescono i costi delle materie prime, solo in minima parte trasferiti sui listini.

È nella moda che la cautela resta, ma ciò non impedisce di avere lo sguardo avanti: il 58% della quota del campione prevede per il semestre prossimo una crescita delle vendite e ha manifestato la volontà di investire.

Nella lavorazione delle materie plastiche e nel chimico buona la produzione, soddisfacente l'utilizzo degli impianti. Il fatturato ha invece cala leggermente, nonostante il progresso del portafoglio ordini, soprattutto quelli interni. Le scorte sono in aumento e i costi delle materie prime ancora in rialzo, anche a causa del rincaro del petrolio. Per il semestre venturo, il 60% delle aziende si aspetta però un incremento di fatturato (era il 50% nell'ultimo trimestre del 2020) e punta a fare investimenti, anche grazie anche a condizioni di accesso al credito favorevoli

Redazione

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