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Eventi | 15 maggio 2021, 23:42

La Biblioteca Capitolare, un museo del libro che chiama la sua Busto

Questo weekend una mostra affascinante in via Don Minzoni nella più antica istituzione culturale della città (con alle spalle 500 anni di storia): «Bustocchi e bustesi, sostenete questa biblioteca, vostro vanto nel mondo»

La Biblioteca Capitolare, un museo del libro che chiama la sua Busto

Una mostra, una scintilla: quella dell'affetto per la Biblioteca Capitolare a Busto, che si traduce nella consapevolezza del tesoro a disposizione per tutti.

Per questo motivo, Ba Book non poteva dimenticarla e ritaglia un weekend in via Don Minzoni per vivere a fondo questo universo traboccante di sapienza e bellezza, l'antica "Bibliotecha Bustiensium". Cinquecento anni di storia, come dice orgogliosamente la presidente degli Amici della Biblioteca Capitolare, Carla Trotti nello scritto che ricorda la strada compiuta finora e il sogno tramutato in realtà con la nuova associazione, nata nel 2018. L'ente è già stato protagonista in questi giorni con una conversazione  (LEGGI QUI).

«Grazie alle preziosità offerte - ha sottolineato la vicesindaco Manuela Maffioli - questo festival si fa un po' meno evento per noi e molto più esperienza». Così monsignor Severino Pagani: «Rimane un vanto per la città, una risorsa culturale in più per la cittadinanza, uno scrigno di bellezza, importante nella misura in cui la bellezza è chiamata a salvare il mondo».

I destinatari oggi? Le nuove generazioni, che ricevono tra le mani questa eredità. Oggi, con questa mostra, la Biblioteca dice già cose importanti, sospinte anche dalle donazioni che mostrano come il cuore dei bustocchi sia più forte di tutto. A fondarla nel 1512 fu Gian Alberto Bossi, umanista che oggi si rivolge a noi. Proprio di lui ci parla questa mostra, ci offre antifonari ambrosiani, ci ricorda con il più antico libro a stampa (del 1472 a Venezia) di Lattanzio Firmiano che qui c'è tutto da scoprire; poi che emozione le pagine miniate dell'antifonario cinquecentesco, un gesto creativo e un atto di penitenza. E ancora, c'è quella definizione dei bustesi a opera di Antonio Crespi Castoldi:«Questo popolo fu sempre assuefatto a una dura fatica». 

O infine un omaggio a Dante, omaggio che si stupisce di un Petrarca tardivo o di un Boccaccio assente. Il tutto racchiuso anche in un non meno prezioso libretto, con testo di Franco Bertolli, fotografie di Luca Beltramolli, coordinamento di Salvatore Bollini Marcora e stampa di Nomos Edizioni.

Consapevoli del fatto che questo tesoro oggi brilla più che mai, ma sussurra ogni giorno la necessità di ricevere la degna attenzione dai cittadini che qui possono trovare tanto di sé, della propria identità. L'associazione, nata con persone innamorate della città come Walter Picco Bellazzi, Bruno Ceccuzzi, Chiara Massazza, Maurizio Tosi, si è accollata questo compito, la città non deve dimenticarsi le sue radici qui custodite.

Proprio così si chiama Busto nel volantino diffuso in questi giorni: «Bustocchi e bustesi, sostenete questa biblioteca, vanto della vostra città nel mondo» 

Redazione

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