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informazioneonline.it | 23 maggio 2021, 12:30

VIDEO. Le lacrime del Caio nella notte in cui è nata una stella Kometa: «Basso in trionfo e il Varese in B, sono tornato a 11 anni fa»

Francesco Caielli e Ivan Basso hanno chiuso il cerchio del destino con la magica vittoria di Lorenzo Fortunato nella tappa regina del Giro: «Nel 2010 sullo Zoncolan trionfava Ivan mentre il Varese andava a prendersi la promozione in serie B, le nostre lacrime e la capacità di emozionarci sono le stesse di allora. I meccanici puliscono le bici a mezzanotte mentre gli avversari vengono a farci i complimenti. Questo è il ciclismo»

La gioia del Caio e di Basso nella notte dopo l'impresa di Lorenzo Fortunato e della Eolo-Kometa sullo Zoncolan

La gioia del Caio e di Basso nella notte dopo l'impresa di Lorenzo Fortunato e della Eolo-Kometa sullo Zoncolan

Francesco Caielli, un varesino in cima allo Zoncolan insieme a Ivan Basso, ci racconta l'emozione di una notte senza precedenti: per chi conosce il Caio sa che la prima vittoria nella tappa regina al Giro del team blu con Lorenzo Fortunato (leggi QUI e anche QUI), «nemmeno nei sogni più incredibili avremmo osato immaginare tanto», è qualcosa che resta come ciò che accadde esattamente 11 anni fa, proprio nel giorno del trionfo del cassanese, poi in Rosa, sulla montagna mito della corsa rosa insieme al Mortirolo.

«Undici anni fa Basso vinceva sullo Zoncolan e metteva le basi per conquistare il Giro 2010 - ricorda Francesco, che è l'addetto stampa della Eolo-Kometa - Quel giorno, a tanti chilometri di distanza da qui, il Varese di Sannino giocava a Benevento la semifinale di andata dei playoff, mettendo le basi per quella promozione che tutti noi ricorderemo finché avremo la forza di ricordare qualcosa. Fu una giornata incredibile. Undici anni dopo, sembra che si sia chiuso un cerchio e vedere un ragazzo della squadra di Ivan vincere in quel modo, su quella montagna, è stato qualcosa che nessuno di noi ha ancora realizzato. Per Lorenzo è cambiata la vita ma lo è stato anche per noi, in modo diverso». 

«Quando Lorenzo è spuntato dalla nebbia, noi sul traguardo sentivamo solo lo speaker, non avevamo nemmeno la tv - prosegue Francesco nel racconto, più bello di un articolo, dall'albergo del team blu - è stato bellissimo abbracciarlo, ricevere i complimenti dalla maglia rosa e di tutti perché quando una squadra piccola, per una volta, vince nella tappa che tutti avrebbero voluto vincere, è come quando Davide batte Golia. Ma solo il ciclismo in questi casi unisce tutti, dai nostri nonni a bordo strada ad aspettare i ciclisti che passano agli avversari che arrivano emozionati a complimentarsi». 

«Non è vero che il ciclismo è uno sport individuale - aggiunge Francesco - non c'è sport di squadra come questo perché anche chi è arrivato sul traguardo dopo 50 minuti come Rivi, nel gruppetto che curava di non uscire dal tempo massimo, è venuto a festeggiare con Lorenzo. Perché i meccanici a mezzanotte stanno ancora lavando le biciclette, mentre i massaggiatori hanno finito il loro lavoro poco fa: tutti Lorenzo per abbracciarlo. Il concetto di squadra è questo, espresso nei massimi livelli immaginabili».

«Abbiamo vinto sullo Zoncolan, 11 anni dopo Ivan Basso - conclude il Caio - C'eravamo 11 anni fa con la Provincia di Varese e ci siamo oggi, in modi e con testate diverse. Ma con la stessa capacità di emozionarci».

Andrea Confalonieri

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