/ Sociale

Sociale | 23 maggio 2021, 11:00

Padri senza figli: a Busto provano a organizzarsi

L’iniziativa, al momento allo stadio embrionale, coinvolge genitori separati o divorziati. Che chiedono attenzione alle istituzioni

Padri senza figli: a Busto provano a organizzarsi

E se anche a Busto comparisse una panchina blu? Le panchine rosse sono diffuse e il loro significato è conosciuto: richiamano il doveroso contrasto al fenomeno, obbrobrioso, della violenza sulle donne. Le panchine blu, invece, sono poche e misconosciute. Si trovano in una manciata di città italiane. Che cosa significano? Richiamano il principio della bigenitorialità. Quello in base al quale un bambino ha il diritto di mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche quando questi sono separati o divorziati. Esiste un movimento che contesta, su vasta scala e in singoli casi, gli affidamenti ai genitori. Una situazione con la quale si misurano tante (ex) famiglie e che, nella lettura dei critici, per come viene gestita, finisce col penalizzare i padri nel loro rapporto con i figli.

Le letture controverse non si contano ma un dato di fatto c’è: alcuni papà si sentono svantaggiati, dunque provano a organizzarsi, a fare sentire la loro voce. Almeno una parte della questione è nota: se si interpellano le  “mense dei poveri” o gli enti che forniscono abbigliamento e ristoro ai bisognosi, si sente dire spesso che, fra gli utenti, non mancano insospettabili padri separati o divorziati, messi alle strette dalle intervenute condizioni economiche e rimasti soli. Sono persone che faticano a sbarcare il lunario e difficilmente riescono a mantenere con i figli il rapporto che vorrebbero. Più in generale, e al di là delle difficoltà economiche, non sempre presenti, tanti padri vedono i figli solo in situazioni contingentate, innaturali, alla lunga distanzianti. E le distanze possono anche essere fisiche, insormontabili quando una mamma se ne va, coi figli, in cerca di una nuova vita, magari all’estero.

Situazioni delicate, fonte di tensioni, contrasti, sofferenze. Ognuna fa storia a sé, dunque è impossibile identificare una parte della ragione perfettamente distinguibile da quella del torto.

A Busto, alcuni padri sono entrati in contatto fra loro. Si stanno chiedendo se sia possibile organizzarsi. E se possano intraprendere iniziative senza che la loro azione venga strumentalizzata o equivocata. «Il nostro gruppo non è affiliato a nulla e nessuno ma vogliamo fare sentire la nostra presenza e il nostro appoggio» affermano, comunicando di avere preso contatto con “Padri separati Lombardia”. «La nostra – precisano - è una battaglia civica che deve essere sostenuta da tutte le forze politiche, una battaglia che non ha colori». 

Verosimilmente, il dibattito su un complicatissimo tema sociale si arricchirà di nuovi spunti.

Stefano Tosi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore