Ieri... oggi, è già domani | 07 giugno 2021, 06:00

"ul frecassu" (il fracasso)

Cominciamo con quello più ....severo: "i cà hin fèi da sassu e ghan tuci ul so frecassu" ...hoibo! "le case sono costruite col sasso e hanno tutte il loro fracasso"

"ul frecassu" (il fracasso)

Ascoltare Giusepèn è tanto bello ...affascina, distribuisce saggezza e qualche "proverbio" antico che in troppi hanno dimenticato. Oggi, addirittura, Giusepèn ne snocciola due di proverbi; uno più "succoso" dell'altro. Che ascolto con tanto piacere e che metto qui!

Cominciamo con quello più ....severo: "i cà hin fèi da sassu e ghan tuci ul so frecassu" ...hoibo! "le case sono costruite col sasso e hanno tutte il loro fracasso" Chiaro che l'allusione al "sasso" è da interpretare coi materiali edilizi. Una volta, davvero si usavano sassi dalle dimensioni grandi ..... ora si utilizzano altri materiali, ma qui è per significare non tanto la "costruzione" ma ciò che in ogni casa, avviene. Il "fracasso" è la discussione. Sono i modi di pensare (esternati) dei componenti la famiglia. I diverbi, le contraddizioni, le puntualizzazioni, i motivi di scontro, i ragionamenti da condividere, magari da perfezionare, qualche litigata.....si sa che ....ogni testa è un piccolo mondo.

Giusepèn tira in ballo numerosi argomenti di "fracasso - discussione": come seminare, cosa dire e come programmare i lavori nei campi ....l'eredità, la "schirpa"....come organizzare le nozze di un figlio o di una figlia... come suddividere i beni di famiglia.... le decisioni del "patriarca", le riflessioni ....tutto ciò che poteva interessare il vivere familiare.

A proposito (cita Giusepèn) t'el se s'à l'e a schirpa? e senza aspettare la mia risposta, attacca "l'è a doti da daghi àa spusa" (la dote da dare alla figlia che si sposa....biancheria per la casa, quella intima, in genere ....fazzoletti, suppellettili per la casa, magari scope e detersivi per la pulizia e l'igiene per persone e ambienti.

"Candu s'à fò 'na cà noa....ghe da bisogn da tuscossi" (quando si costruisce una nuova famiglia, si ha bisogno di tutto). Giusepèn volge lo sguardo in giro e mostra.....l'arredamento di casa sua.

C'è ora il secondo proverbio. Ne ho accennato (forse) in scritti su incontri precedenti; qualche Lettrice me l'ha ricordato e mi chiede di rievocarlo. Eccolo dunque, il secondo proverbio: "tempu e cù, al fà ma'l voi lu". Prima di tradurlo, diciamo subito che c'è un errore grammaticale dentro il detto che va "tollerato" solamente per la rima. E' posto (l'errore) al tempo giusto e la ....metrica è salva.

Traduco: "tempo e sedere fa come vuole lui"....sarebbe giusto dire "tempo e sedere, fanno come vogliono loro", ma capite benissimo che scrivere "tempu e cù i fan teme ghan voia lui" non offrono quella "musicalità" del detto in originale.

Qual è allora il significato del proverbio? Che sia il tempo e sia il sedere, non possono essere assoggettati a precise regole....compiono le loro azioni in momenti non programmabili. Per il tempo c'è sempre l'imponderabile, l'alea sorprendente dell'andamento dei venti o d'un improvviso temporale....ecco (lo dice ancora Giusepèn) "ul paesàn al disea ...par ul me lauà bisogna guardò in laia" (il contadino diceva ...per il mio lavoro, occorre volgere lo sguardo al cielo). Per il secondo soggetto....il "sedere" (qui non è un verbo, ma la parte anatomica del nostro corpo) mette in mostra tante ....divagazioni. D'accordo i bisogni corporali, ma pure certi accorgimenti....purghe, per intenderci, deficienze strutturali ...stitichezza, emorroidi e cose del genere su cui non desidero ...dilungarmi. Fatto è che anche il sedere compie delle "azioni" che non sempre possono essere programmabili ...tipo "e il cul fece trombetta"(Dante) che da una parte, nessuno ammette, mentre dall'altra, certe evenienze ....non si comprano al mercato.

Giusepèn mi fa ricordare un altro detto....attinente a quanto sopra. E glielo dico: "un pettu al fò ridi....un rottu al fa schivi" (una scorreggia fa ridere....un rutto fa schifo). Inutile dilungarci oltre. - vista l'ora dell'incontro (è appena iniziato il pomeriggio e si è appena pranzato) "ul Nocino" reclama ad alta voce Giusepèn e "in un lampo" ....Maria porta bottiglia e due bicchieri.

Gianluigi Marcora

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