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Sociale | 08 giugno 2021, 14:38

L'Aias da Ceccuzzi a Castiglioni. Nel segno della continuità, intercettando nuovi bisogni

È un passaggio di consegne storico. Dopo 25 anni di presidenza, a capo dell'Aias Busto Arsizio, Bruno Ceccuzzi cede il testimone a Franco Castiglioni. «Avanti le forze fresche – dice – ma da qui non mi schiodate». Nella “missione” del neo presidente la richiesta di un accreditamento maggiore a Regione e Ats

Franco Castiglioni (primo a destra) è il nuovo presidente dell'Aias Busto Arsizio. Al suo fianco la squadra di direttori e il presidente emerito Ceccuzzi

Franco Castiglioni (primo a destra) è il nuovo presidente dell'Aias Busto Arsizio. Al suo fianco la squadra di direttori e il presidente emerito Ceccuzzi

È un passaggio di consegne storico. Non esageriamo a dire epocale, dopo 25 anni di presidenza, a capo dell'Aias Busto Arsizio. Con l'assemblea dei soci dello scorso 27 maggio, Bruno Ceccuzzi ha ceduto il timone del comando dell'Associazione Italiana Assistenza Spastici a Franco Castiglioni, già tesoriere nel precedente mandato e ora presidente nel prossimo triennio.

«Avanti le forze fresche – dice Ceccuzzi che non nasconde un velo di emozione come durante l'assemblea elettiva – Qualche lacrimuccia mi è scappata ma non vado via, da qui non mi schiodate».

Ceccuzzi rimarrà nel consiglio direttivo, ricoprendo d'ora in poi la carica di presidente emerito. Ma sarà molto di più, un consigliere fidato, attivo e visibile per il nuovo presidente e per la sua “squadra”. «Il mondo si evolve e anche l'Aias lo sta facendo. Era giusto cambiare e andare avanti, continuando a perseguire l'obiettivo comune di tutti questi anni: il benessere dei nostri bambini e delle loro famiglie, come ci eravamo prefissati 50 anni fa con Annibale (Tosi) e Peppino (Castiglioni)». E qui l'emozione davvero non si trattiene. Ceccuzzi si ferma, perché di strada ne è stata percorsa dal 1966 ad oggi, con la creazione di nuovi spazi per la terapia, l'accreditamento con la Asl (ora Ats) di 30mila prestazioni annue e poi ancora la riabilitazione neuropsicologica, la cura di tutti i disturbi cognitivi, psicomotori e di linguaggio e l'ambulatorio fisioterapico per adulti. «La parte fondamentale della nostra attività sono i medici e terapisti – conclude Ceccuzzi ringraziando il direttore sanitario Gemma Donati – Hanno una preparazione enorme, una ricchezza professionale e umana davvero invidiabile, che ci fa essere punto di riferimento».

Un'utenza affezionata e crescente su tutte le patologie trattate purtroppo genera lunghi tempi di attesa, anche in considerazione della porzione di territorio che abbraccia l'Aias Busto Arsizio: dal Sud provincia all'Ovest Milanese, toccando pure Novara e Como.

La “missione” del neo presidente, Franco Castiglioni sarà anche quella di richiedere a Regione Lombardia e Ats Insubria un'espansione del budget contrattualizzato. Sperando si possa davvero arrivare ad ottenere un accreditamento maggiore. «Tuttora forniamo il dieci per cento in più delle prestazioni, grazie alle altre risorse che ci entrano e riusciamo ad intercettare con il supporto di tanti sostenitori – sottolinea Franco Castiglioni – ma potremmo fare di più. Speriamo che la nostra richiesta non rimanga inascoltata. Diversamente, sarà necessario incrementare l'attività di raccolta da privati, anche attraverso l'attivazione di nuovi volontari, lo sviluppo della vita associativa e la realizzazione di servizi nuovi ed originali, sia per natura che per modalità di realizzazione».

In tal senso, l'Aias vorrebbe presto orientarsi e diventare il «primo numero di telefono che incrocia un problema sempre più diffuso come quello dei disturbi dell'alimentazione, soprattutto tra i giovani» aggiunge Castiglioni che apre una parentesi pure sugli spazi di via Alba. «In vista di un'eventuale crescita di volumi sarà probabilmente necessario, oltre a migliorare sempre più l'utilizzo degli spazi esistenti, anche trovarne di nuovi». Il tutto nel segno della continuità con il passato, perché il seme piantato da Bruno Ceccuzzi, Annibale Tosi e Giuseppe Castiglioni cresce rigoglioso ed è un supporto capitale per tutto il territorio. Senza dimenticare la necessità di sviluppo, per intercettare e soddisfare fabbisogni nuovi e fino a qualche tempo inimmaginabili per l'Aias, per i pazienti e le famiglie.

Alessio Murace

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