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Valle Olona | 13 giugno 2021, 07:10

Olgiate, la fotografia esplora i luoghi del lavoro addormentati

Inaugurata sabato la mostra "Ex Fabbrica" all'interno del Festival fotografico europeo

L'inaugurazione della mostra (foto dalla pagina del sindaco)

L'inaugurazione della mostra (foto dalla pagina del sindaco)

Inaugurata sabato a Olgiate Olona nella chiesa di Santi Innocenti la mostra fotografica "Ex Fabbrica".  Al termine c'è stata la visita guidata alla Sala Alba di Villa Gonzaga Ex refettorio dell’Opai decorato con i disegni del famoso illustratore Antonio Rubino.

Oltre le mura

Un bel momento culturale dunque, che fa parte del Festival fotografico europeo e si potrà esplorare fino al 27 giugno. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta sabato e domenica dalle 15 alle 19. Per informazioni: tel. 3475902640 (e-mail afi.fotoarchivio@gmail.com).

Con le immagini di Roberto Venegoni ci si può interrogare su ciò che c'è al di là del muro, «oltre le pareti scrostate, le cancellate ormai ruggini e decidere di entrare, di esplorare una parte di città ferma da anni, una parte di città una volta popolata di gente indaffarata e laboriosa, ora abbandonata a sé stessa, in attesa di un improbabile riuso o di un più probabile abbattimento per far posto, magari, a dei palazzi o a delle villette a schiera».

Sono luoghi che si trovano in molti centri o periferie del territorio e appartengono al panorama, tanto da essere poco osservati: «Sono le nostre fabbriche abbandonate, edifici una volta brulicanti di vita e di storie, ormai affidate solo al ricordo di chi quei luoghi e quelle storie le ha vissute. Eppure, se ti fermi un attimo ad osservare, se ti prende la curiosità di sapere e decidi di varcare la soglia che divide questi edifici dal mondo, ti rendi subito conto che di storie da raccontare questi luoghi ne hanno ancora molte - si prosegue - Storie che per anni hanno caratterizzato la storia industriale, delle persone e inevitabilmente di intere porzioni di territorio. Storie scritte sui muri, storie diverse di capannone in capannone, storie raccontate dagli oggetti abbandonati. Storie di vita, storie di lotta e spesso storie di dolore».

Le foto raccontano proprio questo: «Stanze, capannoni, corridoi rimasti esattamente come l'ultimo giorno prima di essere abbandonati. Orologi fermi a testimoniare l'ultimo secondo. La differenza, ovviamente, la fa il passare del tempo, che inesorabile scrosta i muri, fa marcire il legno, inumidisce le pareti, sfonda i tetti, riempie tutto di polvere e cambia i colori. E rende terribilmente affascinante attraversare la soglia che divide questi luoghi dal mondo».

L'autore

Nel viaggio coinvolti industrie e cotonifici strettamente legati al territorio e alla sua storia. Roberto Venegoni nasce a Legnano nel 1971. Inizia a fotografare con una Olympus OM1 intorno ai 12 anni grazie al padre Giancarlo, appassionato di fotografia, dal quale impara anche le tecniche della camera oscura.

Cresciuto in un territorio dove il panorama è costituito da ciminiere e da fabbriche, gli viene naturale documentare le fabbriche abbandonate e il paesaggio industriale che le circonda, residui di un mondo in trasformazione che vede via via scomparire i luoghi produttivi. Ha esposto per la prima volta nel 2009 in una collettiva sull'archeologia industriale a Solbiate Olona.

Da allora ha collaborato con l'Afi a vari progetti nei comuni di Castellanza, Nerviano, Milano, Legnano e in Francia, espondendo durante il Festival Phot'Aix a Grenoble nell'ambito di Grenoble Vit L'Europe e ad Arles Voies off 2018. 

 

Redazione

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