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Gallarate | 19 giugno 2021, 18:04

Gallarate, il tour di Silvestrini fa tappa in centro: «Molto da fare anche qui»

La candidata sindaca del centrosinistra: «Riaprire spazi oggi chiusi e ripensare il “parcheggio Garibaldi”». In mattinata a Moriggia: «I cittadini si sentono isolati, ma c’è una solidarietà che va sostenuta»

Il tour di Margherita Silvestrini è passato dal centro di Gallarate

Il tour di Margherita Silvestrini è passato dal centro di Gallarate

Al mattino a Moriggia, nel pomeriggio in centro a Gallarate. Sono le tappe odierne del tour di Margherita Silvestrini, candidata sindaca del centrosinistra.

«Ripensare il “parcheggio Garibaldi”»

Ieri sera Silvestrini ha partecipato al presidio contro l’ospedale unico organizzato da Officina di cura urbana (leggi qui). Oggi è tornata a guidare il tour “testa e cuore”, che è passato per il centro cittadino.

«La vetrina per chi viene a Gallarate – afferma l’esponente del Pd –.  Sicuramente c’è più attenzione e pulizia rispetto a quello che si vede nei quartieri».

Eppure per Silvestrini «c’è molto da fare, soprattutto nell’ottica di rigenerare il centro cittadino per renderlo più attrattivo. Non solo migliorando i luoghi attraverso un progetto di ampio respiro che raccolga, attraverso un processo partecipato, gli interessi di tutte le persone che lo vivono, lo frequentano e ci lavorano. Ma anche con eventi, musica, concerti e riaprendo spazi oggi chiusi, come il primo piano del Minoletti».

E poi «restituendo alla godibilità delle persone spazi oggi occupati dalle auto, come il “parcheggio Garibaldi”. Questo non significa ovviamente pedonalizzare la piazza tout court, ma qualificarla in modo diverso perché sia più fruibile dalle persone e costituisca, insieme a una rivisitazione di tutto il centro storico, un bel biglietto da visita per chi vuol venire a comprare, passeggiare e divertirsi a Gallarate».

«Moriggia isolata ma solidale»

In mattinata la candidata e i suoi sostenitori hanno incontrato i cittadini di Moriggia: «Chi vive qui denuncia una situazione di isolamento: dall’impianto natatorio chiuso per tanti mesi non solo per il Covid, al verde, al parco poco sicuro».

Non mancano però gli aspetti positivi: «È un quartiere molto solidale; anche nei condomini più popolati la convivenza è stata coltivata. Siamo stati in un alloggio Aler: chi vive qui se n’è preso cura. Non è vero che chi abita le case popolari abita nel degrado. Questa cittadinanza attiva va solo promossa e sostenuta».

R.C.

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