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Enogastronomia | 20 giugno 2021, 08:02

Il Magistero dei Bruscitti punta su tre ingredienti: «Apertura, inclusione e digitale»

Edoardo Toia, maestro più giovane della storia, sottolinea: «Il nostro obiettivo è culturale e vorremmo accogliere sempre più persone, anche fuori da Busto». Suona più forte che mai l'ora delle Confraternite

Il Maestro Edoardo Toia

Il Maestro Edoardo Toia

Cresciuto a pane e Magistero, il neo Maestro Edoardo Toia (LEGGI QUI) punta su due ingredienti: apertura e inclusione, con l'alleanza anche del digitale. Grato ai riferimenti storici come Antonio Colombo e Angelo Grampa, come pure ai nuovi volti della squadra del Magistero dei Bruscitti. Tutti insieme a mandare un messaggio. «Bisogna sfatare un'idea - spiega - che cioè le confraternite siano come circoli chiusi. Non è così e la nostra finalità è diffondere la tradizione gastronomica e culturale di Busto».

L'unicità dei prodotti tipici

In questo momento, può suonare più forte che mai l'ora delle Confraternite. Per il Magistero l'attività in città si era sempre intrecciata all'incontro con le altre. La pandemia ha frenato molto, ma il valore di queste realtà si avverte più che mai. "Qui starete benissimo" è l'evocativo titolo del libro di Toia dedicato a questo pianeta (edito da Nomos). Con una certezza, indicata nella prefazione: «In Italia abbiamo una grande biodiversità, la nostra ricchezza è l’unicità dei prodotti tipici, ogni piccolo paese ha una tradizione gastronomica, un piatto caratteristico o una produzione diversa dal paesello poco lontano».  

Allora avanti con l'inclusione a tutto campo: «Anche fuori dai confini della città. Chi ha a cuore la tradizione, ben venga». 

Il Magistero è gemellato con la Confraternita della Choucroute a Strasburgo e ora vorrebbe farne qualcuno anche nel nostro Paese.

Quante storie

«La confraternita è uno strumento di divulgazione della cultura locale, soprattutto contadina e agricola» sottolinea Toia. Difatti, ciascuna racchiude un aspetto, un particolare inatteso.

Perché apertura? La salsiccia di Bra viene da un'esigenza della comunità ebraica di non mangiare carne di maiale: «Nasce da un sentimento di inclusione, tanti piatti della tradizione sono stati creati con elementi da fuori. Non c'erano pomodori, caffè, patate... L'apertura fa creare grandi piatti».

Sempre in Piemonte, a Borgomanero un carro trainato da un povero, anziano asino si ruppe e l'animale si azzoppò: nonostante le cure, non ce la fece e nacquero i tapulon. Oppure la rotta del baccalà - come viene denominato - nasce ad esempio nel 1437 da un naufragio del nobile Pietro Guerini. Un po' simbolico anche dei nostri tempi: dall'andare fuori rotta, può venire una nuova strada da percorrere. O ancora i legumi di La Spezia, preparati dalle mogli dei marinai da ciò che fuoriusciva dai sacchi.

Sempre in Liguria, ecco il filo tra "fuori" e territorio con il chinotto, che dall'India viene portato in Europa. I marinai, ancora, lo spremevano, aggiungendo abbondante zucchero e lasciando riposare per giorni, per farlo durare per tutto il viaggio. 

Ma dall'aspetto medico a quello del gusto il passo è breve. Perché appunto "Qui starete benissimo". E con i social il messaggio corre sempre più diffusamente.

IL VIDEO

Files:
 Qui starete benissimo Nomos Edizioni bassa con copertina 2 (5.6 MB)

Ma. Lu.

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