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Sociale | 23 giugno 2021, 10:00

«Per i nostri ragazzi più spazio alla vita indipendente. Vorremmo sempre più famiglie in Anffas»

Il neo presidente Igino Portatadino parla del futuro dell'associazione e del centro di via Piombina: «Importante far capire che non è una cittadella dei disabili, ma fa parte della città e del vivere civile»

Il neo presidente Anffas Igino Portatadino

Il neo presidente Anffas Igino Portatadino

Quasi trent'anni fa, era stato il più giovane presidente dell'Anffas. Oggi Igino Portatadino torna a guidare l'associazione, dopo la scomparsa di Pietro Magistrelli (LEGGI QUI).

Un'associazione che ha progetti importanti da portare avanti, come la nuova tappa del polo residenziale per persone con disabilità dell'Anffas - Mario Ravera in via Piombina. Ma c'è anche una consapevolezza in questo percorso: bisogna essere sempre più forti, quindi inclusivi.

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Portatadino, fondatore delle Cuffie colorate, è sempre stato attivo nell'associazione in questi anni ed era vicepresidente con Magistrelli. Il lavoro dei centri ha visto nel tempo la formula della fondazione per creare e gestire. L'associazione è quella che chiama le famiglie e vuole coinvolgerle sempre più. Anche perché non c'è una disabilità, ma ci sono diverse condizioni. «L'obiettivo - spiega il neo presidente - è far partire nuova realtà con specificità diverse. Come l’area della vita indipendente e per l'autismo. Due elementi importanti, oltre a tutta l parte esterna ludica, anche con la piscina, in via Piombina. Definiremo a giorni la data dell'inaugurazione, probabilmente faremo la festa a fine settembre. E vogliamo proprio che sia una festa».

Aperta, che tocchi la città: «Sì, è importante far capire che la realtà dell'Anffas non è una cittadella dei disabili. Che ci vuole appunto un’apertura alla cittadinanza per far comprendere che quella realtà fa parte del vivere civile. Sono cittadini che si esprimono in maniera diversa».

I progetti della vita indipendente sono un elemento cardine. In base alla riforma del terzo settore, l'Anffas offre la chance di una grossa rete nazionale: «Siamo l'unica realtà così forte in Italia, il nostro presidente fa parte del consigli nazionale del terzo settore. A livello locale l'associazione di Busto farà parte delle commissioni consiliari per i piani di zona. Sono sicuro che troveremo le porte dell'amministrazione comunale aperte sul fronte della collaborazione».

C'è molto da fare per permettere ai ragazzi, ciascuno a modo suo, di costruirsi il proprio futuro. Accompagnandoli alla formazione lavoro o a un impiego vero e proprio, «ma Anffas deve essere al fianco delle famiglie». Come Portatadino plaude al ruolo e all'impegno attuale delle Cuffie colorate: «Vorrei che fossero parte integrante dell'associazione, il gruppo dà respiro a persone con disabilità e caratteristiche diverse, grazie a gente capace come Massimo e Silvano. Si va dagli atleti paralimpici a soggetti che possono così avere il piacere dell'acqua».

Poi si impone tra le priorità quella che non è solo una parola: inclusione. «Favorire l'ingresso di nuove famiglie  - spiega Portatadino - anche per un ricambio generazionale». Oltre ad avere la possibilità di incidere sempre più: «In alcune Regioni, non in Lombardia, si è disposto che le persone con disabilità dai centri passassero in casa di riposo. Anffas si è battuta  perché ciò non avvenga, farà anche ricorso alla Corte europea se necessario».

Incidere è cruciale, perché bisogna seguire la persona con disabilità e la famiglia, dalla nascita fino all'età adulta: «Mi auguro che ci sia un po' di rinnovamento in questi anni, facce nuove, persone che abbiano voglia di darsi da fare. Chi vuole, può contattarci allo 0331635244 o scrivendo ad anffas.bustoarsizio@gmail.com». 

Marilena Lualdi

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