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Eventi | 28 giugno 2021, 16:32

Il Baff "raddoppia" e fiorirà dopo l'estate

Tre giorni a settembre per il festival del cinema, poi il bis a novembre: «Per divertire il pubblico ma anche interfacciarsi con il territorio». Pensando anche a una formula ibrida

La conferenza per presentare l'edizione che era stata programmata lo scorso anno (foto Matteo Barlocco)

La conferenza per presentare l'edizione che era stata programmata lo scorso anno (foto Matteo Barlocco)

Il Baff si fa in due. Dopo l'edizione speciale del 2020, condensata in tre serate evento che hanno visto sul palco Claudio Bisio, Mogol e i Legnanesi, anche il Baff 2021 conferma la collocazione dopo l'estate, ma con una programmazione “allargata”. Tre giorni con effetti speciali a settembre e poi un bis ulteriore.

Lo spiegano gli stessi organizzatori. «Per dare un segnale di riapertura - spiega Steve Della Casa, direttore artistico della manifestazione insieme a Paola Poli - , sentimento che condividiamo con l'intero paese, abbiamo pensato a tre giorni di eventi spettacolari a settembre, subito dopo la ripartenza. Siccome il cuore del festival è però il radicamento sul territorio e nelle scuole, proporremo altri cinque giorni di attività incentrata soprattutto sui cineforum e sulla didattica, nel mese di novembre. L'intenzione è sempre la stessa: fare un festival che diverta il pubblico e al tempo stesso che sappia produrre cultura interfacciandosi con il territorio. Questa scelta come sempre è stata condivisa con l'amministrazione comunale, in virtù del rapporto di collaborazione e amicizia che ci lega al Comune di Busto Arsizio».

«Per il secondo anno consecutivo l'appuntamento con il Baff si sposta in autunno - il commento di Alessandro Munari, presidente della BA Film Factory, associazione che organizza il Baff - con l'intenzione di proporre un'edizione il più possibile “completa” e nella formula classica, con proiezioni, incontri ed eventi. Da parte nostra c'è molto entusiasmo, e il desiderio di offrire al pubblico, sia a quello serale, sia agli studenti, contenuti interessanti, occasioni di dialogo e di riflessione accanto a momenti più leggeri».

Sulla base del confronto con altre manifestazioni cinematografiche e con l'esperienza maturata nei mesi di lockdown, gli organizzatori del festival stanno anche valutando la possibilità di una formula “ibrida”.

Quindi con appuntamenti in presenza trasmessi anche in diretta streaming e iniziative studiate per le piattaforme, per ampliare il bacino di potenziali spettatori.

«Sono lieto che anche quest’anno, pur con tutte le difficoltà di questo periodo, il BA Film Festival confermi il suo impegno per portare in città l’appuntamento, ormai tradizionale, con il cinema, e che lo faccia con una formula rinnovata e adeguata intelligentemente alle esigenze del momento – commenta il sindaco Emanuele Antonelli -. Ringrazio gli organizzatori per l’entusiasmo con cui si rimettono in gioco per presentare una proposta sempre nuova e capace di attirare pubblico anche da fuori città: la cultura a Busto è davvero un elemento di sviluppo per il territorio e il BA Film Festival è una delle punte di diamante di un’offerta che non teme confronti».

«Riuscire a realizzare il BA Film Festival, in una formula diversa ma completa, anche in questo 2021 ancora così complicato, è un segnale importante e inequivocabile della forza culturale e della volontà di affermazione che anima la nostra città - afferma la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. Il Festival non rinuncia al suo ormai consolidato appuntamento e Busto, "Città di cinema", non rinuncia a una manifestazione con cui è ormai fortemente identificata, anche molto al di là dei suoi confini. Si rinnova quindi - e con maggiore, evidente, intensità - l'atto d'amore di Busto verso la "Settima arte", verso la cultura, il sapere. In questo particolare momento, con uno sguardo speciale al mondo dello spettacolo e alle sue ferite. Un inno alla vita che segue le grandi, esemplari manifestazioni che con coraggio - e successo - si sono realizzate a partire da fine aprile e che fanno di Busto, senza rischio di smentita, una grande Città di cultura». 

Redazione

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