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Economia | 06 luglio 2021, 19:45

«Cari tessili, finalmente ci ritroviamo qui in fiera. E si sono accorti di noi»

A Milano Unica la gioia di ritrovarsi e di costruire insieme il futuro con 270 aziende principalmente da Lombardia, Piemonte, Toscana. Il presidente di Smi Vago: «Bisogna mettersi insieme e difendere una filiera unica al mondo». Il ministro Giorgetti: «Qui l'Italia si presenta con la sua eccellenza»

Tornata Milano Unica negli spazi di Rho

Tornata Milano Unica negli spazi di Rho

«Finalmente». Il presidente di Milano Unica Alessandro Barberis Canonico non fa in tempo a pronunciare questa parola, che all'inaugurazione esplode l'applauso. Finalmente in fiera, in presenza. Come si era fatto lo scorso settembre, più forti di tutti e tutto. Come non si era potuto fare a febbraio, ma il digitale ha continuato il suo lavoro e ancora lo farà, affiancando il Salone con il marketplace e-MilanoUnica Connect, grazie anche al rafforzamento della partnership di sistema con Pitti Immagine (che ha mandato il primo segnale a sua volta settimana scorsa, LEGGI QUI) e al sostegno di Agenzia Ice. 

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Non solo numeri

L'edizione numero 33 di Milano Unica vede presenti martedì 6 e mercoledì 7 luglio 270 aziende espositrici (+27% rispetto all’edizione di settembre), di cui 224 italiane e 46 straniere, con le collezioni di tessuti e accessori dell’alto di gamma per uomo, donna e bambino autunno inverno 2022/23.

Provengono dai maggiori distretti tessili italiani: 34 da Prato, 31 da Biella e Vercelli, 30 da Como, 24 da Varese, 17 da Bergamo, 15 da Milano e 13 da Modena, mentre le presenze straniere sono guidate da: 12 portoghesi, 7 francesi e 7 inglesi. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company, Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Marino Vago, presidente di Sistema Moda Italia, Renzo Rosso, delegato di Confindustria per Eccellenza, Bellezza e Gusto dei Marchi Italiani e infine il ministro Giancarlo Giorgetti. C'è anche Luca Palermo, amministratore delegato di Milano Unica che non nasconde di essere «emozionato nel vedere i visitatori ripopolare la fiera chiusa per 16 mesi tranne la parentesi di settembre lo scorso anno».

Sono i tessili, abituati a dover reagire, sempre pronti a ripartire. Anche se i numeri sono dolori, li ricorda proprio D'Arpizio. Nel 2009 si era convinti di aver perso tanto, troppo: un -10%: adesso sotto del 24% nel 2020. Eppure un fermento c'è, basi dove far attecchire la fiducia. Senza contare appunto l'apporto del digitale e qui indietro non si torna.

Ma soprattutto, negli interventi si fa strada questa consapevolezza: «Si sono accorti di noi, che siamo importanti - rileva Marino Vago, presidente di Sistema Moda Italia - Noi non abbiamo chiesto ristori, bensì investimenti. Bisogna mettersi insieme e difendere una filiera unica al mondo. Bisogna diventare partner, ma con stessi diritti, stessi doveri».

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Verso il Governo c'è la riconoscenza per le misure che hanno evidenziato le peculiarità del settore, a partire dal prolungamento della cassa Covid. Unico neo, il progetto blockchain che si è fermato: occorre ridargli slancio, il tessile ci crede.

Il ministro Giancarlo Giorgetti era stato presente all'inaugurazione di Pitti, ha voluto far arrivare il proprio messaggio oggi anche a Milano: «Qui l'Italia si presenta con la sua eccellenza, un momento di ripartenza in cui finalmente si riaprono le porte delle fiere».

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Presenze e segnali

Ma i visitatori? La giornata di mercoledì farà tirare le somme, senz'altro erano attesi più i clienti italiani e qualche europeo. 

C'è voglia di esserci, prima di tutto con la speranza di incontrare e incontrarsi. Il fermento si fa vivace dove si mettono in luce i trend dell'autunno-inverno con "Magnifiche passioni". Ma anche l'area innovazione attira: TexClubTec - la sezione Tessili tecnici innovativi di Sistema Moda Italia - attira con il suo sguardo concentrato sulla ricerca, in cui creatività e sostenibilità camminano insieme. 

Mondi da esplorare, ma con un gesto che diventa più importante di tutti: poter toccare i tessuti, ancora, in piena sicurezza.

Marilena Lualdi

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