Ieri... oggi, è già domani | 18 luglio 2021, 06:00

"muisnò" - ammorbidire

Il babbo usava "muisnò" per due importanti funzioni; la prima dedicata agli uomini, mentre la seconda era... per tutti; quindi per ogni Persona, bambini compresi

"muisnò" - ammorbidire

Ho messo nel titolo quel verbo (muisnare) che vuole significare "ammorbidire", per il fatto che anche Giusepèn se l'era quasi dimenticato. Non so (o forse, si) come m'è tornato alla mente, "muisnò", ma un attimo prima di radermi la barba, ho ricordato quel che diceva mio padre.

Il babbo usava "muisnò" per due importanti funzioni; la prima dedicata agli uomini, mentre la seconda era....per tutti; quindi per ogni Persona, bambini compresi.

Cominciamo col "muisnò" dedicato agli uomini. Col pennello (ma usando pure solo le dita), si insaponava il viso, per preparalo alla rasatura della barba. Un tempo, la si eseguiva col rasoio ...tirato a filo sopra una cintura di cuoio. Il lasso di tempo che passava tra l'insaponatura del viso e il taglio della barba (rasatura) serviva per "muisnare" (ammorbidire) la pelle; in modo tale da favorire il taglio della barba senza tagliarsi il viso. Chi poi aveva la barba-dura doveva porre attenzione al ....rasoio.

Senza l'opportuna "muisnata" (verbo e aggettivo inesistenti - citati solo per chiarire), radere la barba diventava arduo. Anche perchè, il rasoio affilatissimo, somigliava a un ...bisturi e non era come i rasoi elettrici o moderne "taglia barba" ..usa e getta che svolgono una funzione meritoria, ma non offrono l'esito finale che invece offre il rasoio ....tirato a filo sulla lingua di cuoio.

Per gli uomini, quella operazione preliminare, prima di radersi, era un rito. "Farsi la mano" era sostituirsi al barbiere che eseguiva l'operazione per mestiere, però, non è che tutti potevano "farsi fare" (tagliare) la barba sempre dal barbiere e si.... risparmiava sui costi.

Passiamo ora al "muisnò" che va bene per tutti. Papà mi "invitava" a mangiare le "rabièe" cioè le barbabietole. Lo faceva spesso, dicendomi pure che "i rabièi i muisnan ul bambuèn" e io non capivo come facessero queste "radici commestibili da orto, di colore rosso" ad ammorbidire "ul bambuèn" ....a proposito, "ul bambuèn"è rappresentato dalle viscere e, per gli .... stitici, avere "ul bambuèn" non ....ammorbidito, erano problemi.

La barbabietola da zucchero, cotta al punto giusto, serviva pure per questa funzione.... tenere le viscere pulite "pan'dò da corpu pulidu" (andare di corpo bene) - inutile specificare come.

A me, sinceramente quella specie di "frutto rosso" che gocciolava e che, per giunta, mentre lo si tagliava, mi faceva ....senso. Poi ho imparato a mangiarlo e mamma mischiava la barbabietola con le patate lesse e da qui, predisponeva l'insalata. Così, mi sono accorto che  aveva ragione il babbo e che, per stare bene (di anima e di corpo) ogni tanto, tra le verdure, occorreva includere anche le "rabièe".

Quindi, il "muisnò" che è sempre ....l'ammorbidire va tenuto conto per ...apparire e pure per .... essere e (diciamolo) non c'era bisogno di assumere purghe ....in caso di bisogno. Anche perchè, allora, la purga "in voga" era l'olio di ricino e, al solo parlarne, mi viene in mente il supplizio di quando mamma decideva di farmelo bere. Posso scrivere che l'olio di ricino era (e penso lo sia tuttora) una solenne schifezza? Per farla breve....meglio la barbabietola (con le patate lesse) in insalata, piuttosto di una cucchiaiata di olio di ricino. Non si soffre, ma ci si offre alle beltà della vita. Conclude Giusepèn ..."nu beù da oli da ricinu ca l'è mèi parlan non" (ne ho bevuto di olio di ricino che è meglio non parlarne). - Il Nocino ci aspetta, Giusepèn. E lui sorride!

Gianluigi Marcora

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