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Busto Arsizio | 20 luglio 2021, 12:47

Amanda Ferrario: «Allarme Invalsi? Serve un intervento mirato»

La dirigente dell'Ite Tosi di Busto ha studiato i dati confrontandoli con altri e fa alcune proposte, dallo stop alla mobilità fuori controllo dei docenti e alla "supplentite cronica" fino alla riforma dei libri e della maturità. Ma prima di tutto: «Bisogna scegliere di considerare la scuola l’agenzia educativa più importante del Paese e non un ammortizzatore sociale»

Amanda Ferrario

Amanda Ferrario

Ben vengano le riflessioni, ma serve un intervento mirato. Anzi, più azioni. Con un lungo post, Amanda Ferrario - dirigente dell'Ite Tosi di Busto - racconta di aver analizzato i dati Invalsi e confrontati con altri, come  Eduscopio di Fondazione Agnelli o il portale ministeriale Scuola in chiaro.

«Al netto della banalizzazione che alla scuola primaria si insegna a fare 2+2 o che la Dad non ha funzionato, i problemi, veri e concreti, della scuola sono altri - osserva -  sono spiccioli e immediati e serve URGENTEMENTE non una riflessione, ma un intervento mirato».

Ecco allora alcune proposte, anche se prima di tutto «abbiamo un problema a monte da risolvere: scegliere di considerare la scuola l’agenzia educativa più importante del Paese e NON un ammortizzatore sociale o il reddito di cittadinanza».

Affrontato questo aspetto, emergono così alcune idee. «NO alla mobilità fuori controllo dei docenti: vincolo di permanenza sulla sede per almeno un ciclo scolastico - comincia la dirigente -. Non è pensabile cambiare docente ogni anno, chi entra in ruolo in una sede deve permanere almeno per un periodo di tempo tale da garantire continuità agli studenti». Ancora,  «no alla supplentite cronica: facile dire concorsi ogni anno, difficile a farsi. E allora? Inseriamo in ruolo chi è in graduatoria. Facciamo un anno di prova e formazione con tanto di prova finale seria e abbiamo il coraggio di depennare definitivamente chi non supera l’anno di formazione in servizio». 

Come pure «No all’abuso della legge 104. Sì alla formazione iniziale e continua in servizio: non si può laurearsi, entrare in ruolo e non formarsi più. È la base per parlare nuovi linguaggi e comprendere il mondo che ci circonda. Per tutti, dai docenti al dirigente, dai bidelli al DSGA». O ancora: «Sì all’autonomia vera, quella che incentra le proposte didattiche sul tessuto sociale nel quale sorge la scuola e sì alla revisione del sistema di valutazione: che sia tempestivo e autentico, che sappia indirizzate e valorizzare».

Come il sì deve risuonare per le regole e per le scuole che chiedono tanto ai ragazzi per diventare cittadini del futuro. E per la verticalizzazione del curricolo e l’orientamento che parta dalla scuola primaria e accompagni lo studente per tutta la sua carriera».

Servono secondo Amanda Ferrario docenti pagati di più, ma più presenti a scuola. Una vera riforma dei libri di testo, la valorizzazione delle esperienze all’estero, l’importanza dell’alternanza scuola lavoro, puntare sulle lingue straniere, la riforma dell’esame di maturità.

Con una convinzione: «La scuola, oggi, ha una grande opportunità: se saprà coglierla avremo vinto come Paese».

Redazione

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