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Scuola e ricerca | 20 luglio 2021, 17:32

Liuc, primo posto per Ingegneria e terzo per Economia tra gli atenei non statali

Edizione 2021/22 della classifica Censis delle università italiane. Terza posizione dell’ateneo di Castellanza nella classifica generale delle non statali di piccole dimensioni. Ottimo dato per l’internazionalizzazione

L'università Liuc di Castellanza

L'università Liuc di Castellanza

La classifica Censis delle università italiane (edizione 2021/2022) premia la didattica di Ingegneria gestionale della Liuc che risulta al primo posto, sia per le lauree triennali sia per le magistrali, tra gli atenei non statali. Una bella soddisfazione, unita al buon risultato sul fronte della didattica anche per Economia aziendale che risulta al terzo posto, sempre in entrambi i corsi di laurea.

«Questo primato ci fa particolarmente piacere perché riteniamo che sia importante non solo “cosa” insegniamo ma anche “come” lo insegniamo. Il “come” fa la differenza sulla capacità di far crescere i nostri studenti non solo nelle competenze disciplinari, ma anche in quelle trasversali, nella capacità di cogliere i collegamenti interdisciplinari e nelle soft skills», commenta Raffaella Manzini, direttore della Scuola di Ingegneria Industriale della Liuc.

«Dopo il duro lavoro e gli importanti investimenti di questi anni per garantire una didattica di qualità anche a distanza, siamo soddisfatti di questi risultati che premiano il nostro ateneo e ci stimolano a migliorare sempre di più a favore dei nostri studenti», dichiara Aurelio Ravarini, delegato del rettore per l’Innovazione didattica.

Nella classifica generale curata dal Censis, la Liuc è inserita, come di consueto, tra gli atenei non statali di piccole dimensioni (fino a 5.000 studenti) e risulta al terzo posto. A tal fine, tra i vari parametri considerati, si conferma il valore dell’internazionalizzazione dell’università (il punteggio di 100 per questo indicatore tiene conto del rapporto tra iscritti stranieri e totale degli iscritti, del numero di studenti che hanno trascorso un periodo all’estero per studio o tirocinio sul totale degli iscritti al netto degli immatricolati e degli studenti stranieri che hanno trascorso un periodo presso l’ateneo, sempre in rapporto al totale. Sono, inoltre, prese in considerazione la spesa a favore della mobilità internazionale e la quota di corsi offerti in lingua inglese e di quelli che prevedono l’opportunità del doppio titolo).

Creata per fornire orientamenti alle scelte degli studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria, la classifica Censis, giunta alla sua ventunesima edizione, è un’analisi articolata del sistema universitario italiano.

Se per l’anno accademico 2020–2021 si registra un aumento delle immatricolazioni del 4,4% in Italia, confermando un andamento positivo ormai da sette anni, resta la necessità di interventi e investimenti di lungo periodo per il diritto allo studio che vede il nostro Paese penultimo in Europa (dopo l’Italia solo la Romania) per numero di giovani di 25–34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria (il 28,9% nel 2020 a fronte di una media Ue del 40,5%), come rileva lo stesso Censis.

Redazione

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